Austerity: UK batte USA in politica monetaria

21 Ottobre 2010 14:00

La giornata di ieri entrerà nella storia, non tanto per le trimestrali Usa ma per la manovra di Austerity che il governo inglese di Cameron e Osborne ha deliberato ieri. Era dai tempi di Churcill che la Gran Bretagna non prendeva una posizione così dura nei confronti della crisi economica.

In fuga dalla rovina. Fuga precipitosa, come mai prima d’ora nella storia post bellica del Regno Unito…. Ovvero tagli per 81 miliardi di sterline (92 miliardi di euro) capaci di riportare, in termini reali, la spesa pubblica ai numeri del 2008, quando rappresentava il 38,4% del PIL contro il 43,7 di oggi. Processo che dovrà concludersi entro il 2014-2015, nel periodo preso in esame dalla cosiddetta Spending review. È la summa della correzione ai conti pubblici inglesi, zavorrati da un deficit pari all’11,1% del prodotto interno lordo, regalo ultimo della crisi del credito e della successiva recessione. Il governo conservatore-liberaldemocratico ha deciso di liberarsene a tempo di record, entro la fine della legislatura, azzerando entro il 2015 il disavanzo strutturale. (Source: Sole 24ore)

Stupisce quindi il fatto che le due sorelle, USA e UK, si muovano su sentieri totalmente opposti. Da una parte la Gran Bretagna che prende di petto la crisi (come fa la Francia) con una manovra di austerity d’altri tempi, sicuramente impopolare e drastica ma che mette delle (possibili) basi per una ripartenza futura dell’economia.
E dall’altra… Mr. Ben Bernanke continua con il suo show…

Dal Beige Book di ieri sera, si evince che la crescita economica USA è modesta, nulla di nuovo… E che il sostegno ci sarà…eccome…ma non con una manovra di austerity, bensy col noto quantitative easing… Inondare il mercato di liquidità. Ottima per il breve (droga tutto e genera bolle) cattivo per il lungo periodo (non risolve i problemi, genera inflazione e aumenta il debito). Sperando che la velocità di circolazione della moneta non si impenni di brutto altrimenti sarà iperinflazione.
Inoltre non dimentichiamo una cosa. Il fatto che si intervenga con manovre del genere in prossimità delle elezioni è un fatto decisamente singolare. Infatti in passato queste operazioni “aggressive” venivano evitate in questo periodo. Ma…che volete farci… la strada è segnata,. La decisione è presa. Si è scelta la strada del “salvare a tutti i costi” con il quantitative easing. Politica monetaria pura preferita ad una più costruttiva politica fiscale.
E di tornare indietro con le decisioni non se ne parla proprio. La FED ha deciso.



Chi avrà ragione?

 Nel breve gli USA, è fuori di dubbio. Ma è inutile creare un favoloso castello se poi si scopre che viene fatto con la sabbia senza cemento. La Gran Bretagna, almeno lei, ci prova a mettere un po’ di fondamenta. E alla lunga avrà ragione sui cugini USA.

Un’ultma cosa: qualcuno dovrebbe speigare all’amico Bernie (Ben Bernanke) che la storia insegna, e per storia intendo il Giappone. L’allentamento monetario, conosciuto universalmente come Quantitative Easing NON E’ EFFICACE per curare le recessioni “da bilancio” come non sono efficaci le svalutazioni competitive NON coordinate, un tutti contro tutti che procura perdite generalizzate a saldo ZERO.  Se qualcuno ha il contatto Skype della FED, oppure un riferimento telefonico o un piccione viaggiatore che riesce a portare una pergamenta al FOMC, provi a dirlo a Bernie. Forse non lo sa o forse non lo ha ancora capito…. O forse non gli permettono di fare diversamente…

STAY TUNED!

DT

Tutti I diritti riservati ©
Grafici e dati elaborati da Intermarket&more sulla database Bloomberg

NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

Sostieni I&M! Clicca sul bottone ”DONAZIONE” qui sotto o a fianco nella colonna di destra!

Image Hosted by ImageShack.us

Vuoi provare il Vero Trading professionale? PROVALO GRATIS!