BANCHE CENTRALI: missione FALLITA!
Il mandato di una banca centrale ha in linea di massima diversi obiettivi, e li trovate scritti nella slide in apertura di questo articolo. Ma tra i tanti altri ruoli, ce n’è uno che è diventato (e che è) di grande attualità e di importanza fondamentale: cercare di mantenere il tasso inflazione all’interno di certi parametri, al fine di evitare sia uno scenario che stiamo vedendo oggi, estremizzando, in Venezuela (iperinflazione) ma anche per evitare il quadro esattamente opposto, ovvero la deflazione.
Se avete notato, oggi tutte le banche centrali stanno concentrando i loro sforzi proprio verso quest’ultimo problema, ovvero la deflazione. La stessa FED, tra le righe, ammette che il tasso inflazione in forte frenata (disinflazione) può procurare dei problemi e bisogna intervenire per migliorare la situazione.
Certo, le banche centrali guardano soprattutto all’inflazione “All Items”, quindi quella onnicomprensiva che quindi tiene conto anche di tabacco ed energia. Ed è proprio questo il problema, l’energia ovvero il petrolio.
il crollo dell’oro nero ha mandato in tilt tutti i progetti delle banche centrali. Ma soprattutto abbiamo avuto un importante risposta dai mercati.
Anni di sforzi, di esperimenti di politica monetaria, di tentativi a volte anche mal riusciti di “creare” artificiosamente inflazione con evidenti “rovesci della medaglia” che ci siamo caricati sul groppone (un giorno ci arriverà il tornaconto). Ma è stato tutto INUTILE. E le varie FED, BCE, BOJ, tanto per citare le più note, possono tranquillamente dire :MISSIONE FALLITA. Ecco cosa si legge nel resoconto del 21 gennaio del Meeting BCE.
In questo contesto, la dinamica dell’inflazione nell’area dell’euro “ha continuato a essere più debole di quanto previsto“. Inoltre, “sono emersi segnali più chiari che le continue revisioni al ribasso delle prospettive d’inflazione stavano filtrando nelle attese di inflazione, aumentando le possibilità che l’economia dell’eurozona sarebbe rimasta in una fase di bassa inflazione per un periodo prolungato di tempo“.
La riunione della Bce è stata dominata dai timori collegati a un’inflazione sempre troppo bassa. In particolare, la discussione si è concentrata sui rischi di possibili effetti secondari, e cioè dell’eventualità che pressioni inflative troppo basse si facciano sentire in modo duraturo su prezzi e salari, innescando una spirale negativa. Tutto questo a causa, ma non solo, del calo del prezzo del greggio. (Source)
Vogliamo buttare un occhio ai bilanci delle principali banche centrali? Eccovi serviti. E in questi numeri potete vedere tutti gli sforzi fatti…ed il ruolo che rivestono oggi BCE e BOJ, i nuovi fornitori di metadone per i mercati, visto che la FED ha passato il testimone…
Vogliamo guardate le previsioni sull’inflazione? Eccovi l’arcinoto indicatore Inflation Swap Forward 5y5y che ci permette di capire le previsioni di inflazione tra 5 anni per i 5 anni successivi.
Altro che target inflazione al 2%! Ci sitamo allontanando (discorso valido per tutte le banche centrali) in modo netto da quel target, e se poi vogliamo estremizzare guardate il Giappone ehc grazie al suo Abenomics oggi…. ha un tasso 5y5y praitcamente a ZERO! Un successone!Ormai le banche centrali però stanno finendo le munizioni. I tassi di interesse sono stati portati al lumicino.
E il volume di titoli di stato con rendimenti negativi ha raggiunto livelli impressionanti. Segno che il mercato è drammaticamente drogato da uno scenario paradossale che mette a nudo non solo l’insuccesso delle banche centrali, ma anche la loro impossibilità (incapacità?) di poter fare ancora qualcosa.
In questo quadro di mercato, diventa utopico pensare che la FED possa continuare con il suo programma di aumento dei tassi. Addirittura diventa difficile pensare proprio ad ulteriori rialzi. Ma allo stesso tempo non possiamo pensare ad un nuovo taglio dei tassi, darebbe ai mercati un segnale pessimo.
Resta però una grande paura: il segnale di impotenza che le banche centrali ci stanno comunicando tra le righe non è certamente bene augurante per il futuro, visto che negli ultimi anni la crescita economica (farlocca?) è stata drogata proprio dai loro interventi che sono stati in alcuni casi taumaturgici ed importanti, ma che poi hanno “schiavizzato” le stesse banche centrali. Oggi le stesse sono finite in un circolo vizioso da cui, poi, non hanno più potuto e saputo uscire.
Benvenuti nella grande bolla della liquidità.
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