Banche e sanzioni: Popolare Milano recidiva
Chi ha un conto presso la banca Popolare di Milano (bipiemme) può considerarsi suo “cliente”? e la Pop Milano considera i suoi correntisti retail alla stregua di “clienti”? La risposta è SI perchè se il correntista paga per avere determinati servizi dalla banca non può altro che essere cliente. Ma se il servizio di consulenza finanziaria (gratuito) è congegnato e fornito col preciso scopo di vendere con modalità fuorilegge prodotti rischiosi (es. conversione automatica di bond in azioni) a risparmiatori che non vogliono rischiare ecco che il concetto di “cliente” comincia ad assumere un significato poco ortodosso e inquietante. Niente di nuovo purtroppo. La delinquenza bancaria agisce con regolarità contro tutte le norme di trasparenza e di garanzia dei soggetti deboli pur sapendo di andare incontro a sanzioni: è evidente allora che queste “sanzioni” non sono tali da scoraggiare pratiche truffaldine.
Prendiamo il caso del “Prestito convertendo Bpm 2009/2013” di cui trovate qui il regolamento.
Ieri CONSOB ha rilasciato il suo ultimo bollettino, è la delibera n. 17776 del 6 maggio in cui si erogano sanzioni pecuniarie per 377 mila euro a tre dirigenti della Popolare Milano per aver messo in pratica una serie di “irregolarità” istituzionali finalizzate all’imbroglio sistematico del risparmiatore a cui si dovevano rifilare obbligazioni abbinate a warrant sulle ordinarie con conversione automatica per un controvalore di circa 700 milioni. E’ facile capire quanto possa essere intimidito il sistema bancario se le sanzioni Consob rappresentano lo 0,54 per mille degli introiti del collocamento e a cui non si aggiunge alcun danno di immagine: al momento non se ne trova notizia nemmeno sul Sole 24 ore.
E il risparmiatore beffato da un trattamento irriguardoso in quanto “cliente-risparmiatore gonzo” si becca pure un danno consistente: la conversione automatica (quindi obbligatoria) gli ha regalato un titolo ordinario che in due anni ha perso il 70% con un trend discendente continuo, da 6 euro siamo ora sui minimi storici a 1,82. Guardate qui:
Per rendersi conto degli illeciti commessi leggete la delibera. In pratica sono state violate le norme che impongono all’intermediario di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nell’interesse del cliente e quelle riguardanti l’obbligo di valutare che la specifica operazione consigliata risulti adeguata per il cliente, e nell’istruttoria sono emerse pure violazioni alla profilatura della clientela, all’assenza di meccanismi idonei a ricostruire correttamente la relazione tra operatore e cliente e alla mancata considerazione dell’orizzonte temporale di investimento dei clienti. Comunque qualcuno se n’era accorto per tempo.
E’ di pochi giorni fa la notizia che il CdA ha approvato delle modifiche alla restituzione di questo prestito che sono ora al vaglio di Bankitalia: attendiamo di conoscere queste modifiche e soprattutto le modalità di aumento di capitale IMPOSTO da Bankitalia. Pratiche così scorrette sottindendono sempre problemi patrimoniali che guardacaso si acuiscono quando la politica governativa ci affonda le mani.
A queste storie la Pop Milano, in compagnia di altre organizzazioni bancarie con tendenze truffaldine, ci ha fatto il callo. Qualche anno fa il ministero dell’Economia, su richiesta Consob, aveva sanzionato 42 esponenti di alto livello della Pop Milano tra i quali il presidente Roberto Mazzotta, per aver venduto ai risparmiatori obbligazioni senza rating e in parte finite in default. Anche qui le sanzioni sono state ridicole: 450mila euro a fronte di collocamenti miliardari. Stiamo parlando di Cirio, Parmalat, Giacomelli, Italtractor, Lucchini e Giochi Preziosi. Fra il 2004 e il 2005 Consob contestava la mancanza di procedure interne idonee ad assicurare “l’efficiente, ordinata e corretta prestazione del servizio di negoziazione in conto proprio” e rilevava l’effettuazione di “operazioni nei confronti della clientela retail senza aver fornito agli investitori informazioni adeguate” fra cui quelle sui conflitti d’interesse.
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