BANCHE ITALIANE: i rischi con uno spread in area 300 punti
Lasciamo perdere tutti i ragionamenti da complottisti. Che ci sia dietro agli schiaffoni di questi giorni George Soros, Pinko Pallino oppure una schiera di software poco importa. Alla fine la realà dei fatti ci porta ad un risultato indiscutibile. Lo spread BTP Bund va oltre i 300 bp e manda in tilt oltre che gli stessi BTP, anche la borsa e le banche.
Già, le banche ed i titoli finanziari, infatti occorre ricordare che il nostro listino è pregno come nessun altro di titoli finanziari. E quindi la sensibilità è maggiore su tutte quelle tematiche che hanno a che fare con il rischio paese. Ricordiamo infatti che le nostre banche ma anche le compagnie assicurative sono cariche di titoli di stato.
FTSEMIB INDEX: si allarga lo spread da indice banche
Voi direte: ma che ci importa? In realtà ci importa eccome, e non si tratta solo di una valorizzazione di asset che va ad incidere sul valore di borsa. Infatti voglio ricordare a tutti che l’aumento dei nostri BTP e l’impennata dello spread va ad erodere capitale nelle banche che quindi si trovano con i parametri previsti da BCE (Cet1) non più in linea con quanto richiesto.
Sia ben chiaro, non per tutte le banche è così. Ma quelle che già bivacchiavano border line saranno in difficoltà e, se la cosa si incancrenisce, significherà dover ricorrere ad aumenti di capitale.
Ma chi lo sottoscrive un aumento di capitale in queste condizioni?
Non facciamo terrorismo, ma se le cose dovessero veramente peggiorare, sono Carige, Banco BPM e MPS le tre banche che vedo con i parametri BCE più in difficoltà. Leggendo report qua e là, posso anche dirvi che molte banche d’affari internazionali la vedono come me. E soprattutto come me, sono preoccupate da uno spread che, se stabilmente in area 400 bp, renderebbe la situazione insostenibile. Ecco cosa dice Credit Suisse:
“Un ampliamento di 200 punti base dai 238 di fine giugno ridurrebbe in media il Cet1 di 66 punti base, dal 12,53% a 11,87”.
HARAKIRI: ricordate questo grafico?
E se Credit Suisse è pessimista, allora che dire di Klaus Regling, direttore del Fondo “salvastati” Esm?
(…) Klaus Regling, direttore del Fondo “salvastati” Esm, che in un’intervista a Bloomberg Tv individua nelle banche l’anello debole della situazione venuta a crearsi con uno spread a 300 punti base. (NOTA BENE, qui si parla di 300bp, ovvero le quotazioni attuali, e non i 400 bp di Credit Suisse, ndr). (…)
Poi quello che aggiunge è ovvio ed ampiamente conosciuto dai lettori di I&M, ma vi propongo di rivederlo, una rinfrescatina non fa mai male…
(…) “C’è un problema” complessivo per l’Italia, spiega Regling, che è la crescita pari alla metà di quella dell’Eurozona negli ultimi vent’anni, e che è dovuta “alla mancanza di riforme convincenti” e, accanto ai punti di forza (“non ha mai perso l’accesso ai mercati, ha un surplus corrente, e un debito in buona parte in mani nazionali”), l’Italia presenta anche un punto di debolezza: il settore bancario. La situazione dei mercati, secondo Regling, non impatta velocemente sul finanziamento del settore pubblico, grazie alla durata media dei bond elevata, “ma vediamo che il settore bancario ne soffre quasi immediatamente, per il legame delle banche con il debito sovrano. Il costo di approvvigionamento sale” e dunque “è un punto debole e spero che il governo italiano ne tenga conto”. (…) [Source]
A me sembra che il Governo al momento non ne tenga conto, anzi, la proposta dei CIR va proprio nella direzione opposta. Ma questa è un’altra storia. Intanto però è evidente che la mancanza di certezze non può che essere deleteria per il mercato. Che deve essere convinto dal DEF. SI, perché lo avete capito, si teme un DEF di infima qualità. Sta al nostro Governo convincere i mercati, gli operatori, gli speculatori e George Soros (eufemismo) che non è così. E’ questa la vera grande sfida del Governo. E se la missione fallirà…incrociamo le dita… intanto non fa piacere leggere praticamente ovunque che la grande paura è che l’Italia sia la nuova Grecia. Signori, non scherziamo eh?
STAY TUNED!
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