BANCHE ITALIANE: NPL in forte diminuzione, ora è corretta la valutazione?

15 Marzo 2019 07:59

E’ un percorso lungo, quello che devono fare le banche italiane, alle prese con uno snellimento di quelle sofferenze bancarie (chiamatele se volete NPL ovvero Non Performing Loans oppure crediti deteriorati) che avevano imballato i bilanci, la redditività e anche l’operatività ordinaria. Senza poi dimenticare i cadaveri che ne sono derivati. MPS ma anche Carige, e poi ovviamente le banche venete, CR Ferrara, Etruria e tutte le altre.
Ma alla fine, dietro un invito vincolante della BCE, le banche italiane hanno snellito il bilancio, cedendo queste benedette sofferenze bancarie.
Ma a quale prezzo? E’ sicuro che chi ha comprato gli NPL, ha cercato di fare l’affare e quindi in più di un’occasione le banche hanno dovuto magari “svendere”. Difatti si legge di percentuali che ovviamente variano a seconda della qualità del sottostante, ma sono frequenti valori pari a 15-20%.

Da un recente report di Mediobanca Securities, risulta che il sistema bancario italiano ha ancora in pancia Npl per 125 miliardi di euro, ma attenzione, anche per questi deteriorati ci muoviamo in un territorio di maggiore sicurezza, visto che gli stessi sono per un terzo coperti intorno al 70% e per i restanti due terzi al 30%. Si tratta insomma di un fardello di circa 18 miliardi di euro all’anno.
Ma non temete, anche questi crediti dovranno essere “coperti”.
Ma veniamo al dunque.

Dopo tanto patire, dopo tante svalutazioni, dopo tante difficoltà, oggi possiamo dire che il sistema bancario si è ripulito dal fardello degli NPL. Non totalmente, ovvio, ma di certo le cose sono ben diverse a quanto visto negli anni passati.

(…)A dicembre le sofferenze nette, per effetto di cessioni e cartolarizzazioni, sono scese sotto i 30 miliardi di euro a 29,5 miliardi contro i 38,2 di novembre. L’anno precedente erano pari a 64 miliardi. Per tornare a questi livelli, spiega l’Abi, bisogna risalire al maggio 2010. In rapporto gli impieghi sono pari all’1,72%, il livello del luglio 2010. E a gennaio frena la crescita dei prestiti bancari a famiglie e imprese che sono aumentati dell’1% a 1.301 miliardi di euro, in rallentamento rispetto al mese precedente (+1,93%). (…) [Source

Che sia tanto, che sia poco, oggi lo stato dell’arte è il seguente.
Siamo ancora tra i peggiori (ci batte ancora la Grecia) ma rispetto al passato, è indubbio che abbiamo fatto dei passi da gigante.

Ringrazio per il grafico l’amico alplet che ha proposto questo grafico di Pictet in un commento del blog. Qui però lo troverete con l’integrazione della Grecia.

E in questo secondo grafico è ancora più visibile il cambiamento.

La domanda che a questo punto mi viene da fare è la seguente: vista la pulizia di bilancio del settore bancario italiano, è ancora giustificabile la violenta sottoperformance delle nostre banche rispetto a molti competitor europei?

Per carità, non è sufficiente utilizzare il metro di valutazione degli NPL per ottenere il “fair value” di un titolo bancario, ma è altrettanto vero che i prezzi attuali siano decisamente a sconto. Anche se poi occorre sempre ricordare che si tratta di banche italiane, con tutti i problemi che questo loro status rappresenta.

STAY TUNED!

Danilo DT

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