BANCHE ITALIANE: sono solide, quindi tutto bene!
Il nostro listino sta letteralmente affondando grazie alle performance non cero entusiasmanti delle banche italiane e dei titoli finanziari in genere, che hanno un peso sul listino determinante.
Ma noi possiamo stare tranquilli, i nostri istituti di credito sono solidi. E ce lo ha detto il gran capo di Bankitalia Visco non più tardi del week end scorso.
«Le banche italiane sono ben patrimonializzate, anche grazie all’azione prudente e pressante della Vigilanza italiana e, da più di un anno della vigilanza europea». E quanto ai crediti deteriorati che gravano nei loro bilanci, «sono ampiamente coperti da svalutazioni e garanzie» mentre la crescita, che quest’anno e nel 2017 potrebbe attestarsi all’1,5%, favorisce una ripresa della redditività, tanto per le banche quanto per le imprese. Nel suo intervento al Forex di Torino, il governatore della Banca d’Italia rassicura gli operatori finanziari, con i nervi un po’ scossi per effetto di quei movimenti bruschi dei mercati azionari avvenuti nelle ultime settimane. (Source)
Ma allora di cosa ci preoccupiamo? Siamo tranquilli no?
E poco importa se poi in modo molto sottile, si chiede anche l’intervento dall’estero, andando quindi a liberare quei vincoli che volevano un sistema bancario italiano ben poco legato allo straniero e molto indigeno.
ROMA (Reuters) – Il consolidamento del settore bancario italiano per avere meno istituti, ma più solidi, può avvenire anche con la partecipazione di gruppi stranieri. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenuto al Copasir, il comitato parlamentare di controllo sulla sicurezza, secondo quanto riferito da due fonti che hanno partecipato all’incontro. “L’importante è la stabilità delle banche italiane, anche con gruppi stranieri”, ha detto una fonte riportando le parole del ministro.
Certo, l’importante che il sistema bancario sia salvo. Ma tanto siamo tranquilli no? Ma si, dai, siamo tranquilli…
E poco importa se un sistema finanziario solido e ben radicato, possa regalare agli azionisti ed ai risparmiatori certi numeri. Eccovi il meglio del peggio di questo 2016.
Ah, dite che è colpa dell’Europa? Si forse si…Mi spiego meglio. Una regola europea potrebbe trasformare i titoli di Stato da risk-free in titoli rischiosi. La scure della Commissione potrebbe abbattersi su Btp e Bonos spagnoli con maggior ferocia e assegnare una ponderazione diversa da zero a quasi tutti i governativi dell’area euro. La proposta, auspicata dalla Germania e in discussione a Bruxelles, continuano a essere oggetto di pesanti critiche da parte dei Paesi cosiddetti periferici.
Questo fatto creerebbe il panico sui titoli bancari e grossi problemi di bilancio per gli istituti di credito.
Che sia il preludio per un haircut? Calma e sangue freddo.
Considero assolutamente insensato trasformare proprio ora i titoli periferici in bond non “free risk” (anche se lo meriterebbe, sia ben chiaro) perché lo troverei molto destabilizzante in un momento di mercato già difficile. Il tema verrà ripreso sicuramente in futuro, ma oggi non è assolutamente il momento giusto.
Anche se, sia ben chiaro, le banche sono assolutamente solide e possiamo stare tranquilli. Giusto no?
Infografica via Corriere.it
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