Banche, Stati, BCE: il gioco del castello di carta del deleveraging

20 Aprile 2012 11:45

Continua la fase di forte difficoltà per il settore bancario. E non solo in borsa.

A lanciare l’alert è il FMI, che ha fatto uno studio dove risulta che il deleveraging per le banche europee dovrà portare ad un’operazione di “dimagrimento” degli attivi senza precedenti. Si parla di una cifra che balla tra i 1.500 ed i 3.000 miliardi di Euro. Un deleveraging massivo che trasformerà radicalmente i bilanci degli istituti di credito dell’Eurozona.
Ma questi bilanci sono fortemente correlati anche con altri fattori.

Ricordate l’LTRO? Bene, io BCE finanzio te banca a tassi risibili permettendoti forti utili senza rischiare un piffero (soldi dati all’1% ed investit a tassi decisamente maggiori coi Titoli di Stato).

Ora però se quest’operazione di dimagrimento dovrà essere fatta, che fine faranno questi attivi? Dovranno essre venduti? E a chi? E che capiterà al relativo mercato dei Titoli di Stato?

Come vedete la correlazione tra banche, Stato, solvibilità, spread BTP Bund, è fortissima. Un vero e proprio circolo vizioso, un meccanismo perverso che può procurare un effetto domino non da sottovalutare.
Guardate i dati pubblicati da Barclays e meditate

In questo grafico trovate l’impressionante crescita del quantitativo di debito pubblico italico comprato dalle banche italiane.

…e in questo secondo grafico, noterete che le nostre banche più importanti “debordano” di debito italiano. Se Unicredit arriva al pareggio, investendo per un importo PARi alla totalità del suo patrimonio in titoli di stato, Monte dei Paschi arriva a detenere oltre il 300%.

E allora, mettiamo a nudo la realtà.

C’è un inequivocabile filo conduttore tra STATO e Banche, tra BCE e sistema finanziario. E’ un mondo fatto di carta che viene girata senza però portare modifiche strutturali.

Quando vedremo la fine di questo enorme schema Madoff? Oppure quando potremo sperare in un qualcosa che non sia solo fumo ma che porti vere migliorie al sistema finanziario? Oppure, se vogliamo essere un po’ più negativi, quando salterà il castello di carta? E soprattutto, cosa succederà e come verrà gestito questo grande gioco di prestigio?

Con questi dubbi amletici che, RIPETO, non vogliono creare terrorismo ma solo fare ragionare il lettore, lascio spazio alle vs eventuali elucubrazioni.

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DT

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