BANKITALIA: bene i prestiti, ma mancano i presupposti per far partire la macchina economica

Come ti altero la realtà dei fatti.
Questa mattina ho letto un articolo sull’andamento delle sofferenze bancarie in Italia. Il titolo faceva ben pensare. Infatti il titolo recitava: “Banche, sofferenze in calo a marzo, crescono i prestiti alle famiglie”.
Molto bene, un buon segnale per l’economia e per il settore bancario. Magari qualcosa si sta muovendo in positivo. Ma poi ecco cosa dice l’articolo.
Le sofferenze bancarie rallentano la crescita, a marzo. Lo ha reso noto la Banca d’Italia, specificando che i crediti in sofferenza delle banche italiane sono cresciuti a quota 196.963 milioni di euro, sostanzialmente stabili (+0,4%) rispetto ai 191.101 milioni del mese precedente e in crescita del 3,9% rispetto ai 189.552 milioni del marzo 2015. Tale dato segna un rallentamento rispetto al +4,7% registrato su base annua a febbraio. (Mess)
Prima calano, poi rallentano la crescita e poi invece salgono dello 0.4%. Ma la matematica è veramente diventata un’opinione allora.
Lo stesso articolo poi però riprende altri dati appena sfornati da Bankitalia che meritano più considerazione.
(…) Aumentano, invece, i prestiti per le famiglie, cresciuti dell’1,1% sui dodici mesi. (…) La raccolta obbligazionaria, incluse le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 15,2 per cento su base annua (-15,3 per cento nel mese precedente). I tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,68 per cento (2,76 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,50 per cento (7,92 nel mese precedente). I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,57 per cento (2,73 per cento nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,39 per cento (1,34 per cento a dicembre). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,49 per cento. (…)
In queste frasi si concentrano una mole di dati importanti e che meriterebbero un lungo ed articolato post. Intanto però possiamo dire che:
a) Crescono i prestiti: BENE, significa che la “mission” sui tassi sta generando del credito ed indirettamente dovrebbe alimentare consumi, crescita ed inflazione.
b) Raccolta obbligazionaria crollata: BENE, a causa dei rendimenti risibili, la gente compra meno titoli obbligazionari (anche perché la fiducia nel settore bancario è crollata) e utilizza il denaro in altro modo
c) Tassi interesse: a tutti i livelli sono scesi: BENE, sono gli effetti della politica monetaria di Draghi. Questo dovrebbe dare ossigeno alle imprese e a chi a debiti in generale. MALE invece il gap tra credito al consumo e finanziamenti ordinari
Quindi possiamo dire che per DRAGHI la missione è (potenzialmente) compiuta? Leggendo questi numeri (a parte la critica fatta sulle sofferenze), sembra proprio di si.
PROBLEMA.
Tutto quanto sopra descritto rappresenta un solo tassello del processo. I tassi sono a zero, La BCE ha fatto carte false per generare tutta la liquidità possibile ed immaginabile per far ripartire inflazione e consumi.
La macchina economica, quindi, ha tutta la benzina necessaria per partire. Ma….se mancano le ruote, come farà la macchina a riprendere la strada della crescita economica?
Le Banche Centrali stanno lavorando per influenzare l’economia aumentando o diminuendo la liquidità, rendendo più attraente il prestito di denaro. Ma siamo sicuri che poi tutto questo sia efficace? Intanto è chiaro che i prestiti stanno crescendo ma in modo NON soddisfacente. Inoltre è evidente che l’inflazione NON sta ripartendo. Quindi possiamo dire che la liquidità c’è ma non viene sfruttata perché mancano le condizioni. I consumi non salgono perché la gente ha PAURA del futuro. La pressione fiscale è ancora troppo elevata, l’incertezza regna sovrana e lagente “gioca in difesa”. Non è infatti un caso che negli USA sta aumentando il tasso di risparmio, in quanto si percepisce una situazione economica non rassicurante.
Inoltre siamo sicuri che con tassi così bassi, il sistema bancario sia così felice di prestare denaro, tenuto conto che il quadro economico continua ad essere difficile con alti tassi di insolvenza?
Infine, ci rendiamo conto che le sole banche centrali NON possono generare DA SOLE i presupposti per far salire i consumi?
Per far partire la macchina economica, come detto ci vogliono le ruote, ovvero tutti quei presupposti che le banche centrali non possono generare ma sono a carico delle amministrazioni locali e non.
Riforme strutturali, detassazione degli stipendi, interventi sulla fiscalità aziendale, ecc ecc. Mi sembra però di continuare a vedere un mezzo che si vuol far camminare sui cerchioni. Ok, qualche metro lo si può fare. Ma poi…
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