BCE mantiene il sostegno alla Grecia con ELA. Ma non basterà

Pubblicato 7 Luglio 2015 Aggiornato 7 Luglio 2015 23:54

A Greek flag flutters between Saint George's bell tower and an olive tree atop the Lycabettus hill March 6, 2015.  REUTERS/Yannis Behrakis
REUTERS/Yannis Behrakis

Quanto è realmente indipendente l’operato delle banche centrali. E nella fattispecie, quanto Draghi può fare in sua autonomia, in merito alla crisi Grecia?

Passato il referendum greco, coerentemente con quanto anticipato dal sottoscritto sotto l’ombrellone delle spiagge della Romagna, tutto è come prima.
Con questo non voglio dire che il referendum greco non abbia lasciato strascichi o conseguenze, ci mancherebbe. Ma, se notate, oggi l’Eurogruppo riprende il discorso da dove lo si era lasciato.
Il grande rammarico è che si è perso (colpa di Tsipras e Varoufakis, ma no solo) un mucchio di tempo in parole inutili ed incontri infruttiferi. Ora il tempo inizia a mancare sul serio.
Il referendum ha portato innanzitutto alla consapevolezza che Tsipras guida la volontà di una nazione a lottare contro la Troika e la sua politica di austerity. Quindi il NO ha dato indubbiamente forza a Syriza. Questo elemento è importante visto che poi, alla fine, gli obiettivi restano invariati e comuni.

NO all’uscita della Grecia dall’Euro.
SI al raggiungimento di un’intesa.

Poi il “Greferendum” ha portato anche le dimissioni di Varoufakis. E questo è un bene. Da oggi la Troika avrà un interlocutore più “civile”. Ma oggi, come detto, si incontrerà l’Eurogruppo per decidere che fare. La palla in questo momento è tra i piedi di Tsipras che questa volta si muove in superiorità numerica (grazie al referendum) e deve proporre un nuovo piano. Se sarà credibile, difendibile e sufficientemente soddisfacente per la Troika, arriverà l’intesa: altrimenti si discuterà ancora.

L’impressione però mi sembra chiarissima: raggiungere l’intesa, a TUTTI i costi. Basta leggere le dichiarazioni non tanto in arrivo dall’Europa (parte interessata) ma dai paesi Esteri che contano. USA in primis, ma anche Russia e Cina.

Però vi ripeto, non sottovalutate il fattore chiave della situazione. Se il referendum NON ha decretato l’uscita della Grecia dall’Euro (Grexit) perché NON era questo il suo obiettivo, c’è ben altro che può invece generare progressivamente l’uscita della Grecia dall’Eruo. Quasi in modo silenzioso. E questo qualcosa è la BCE.

La Banca Centrale Europea tiene ferma la liquidità di emergenza (Ela) alle banche greche a 89 miliardi di euro dopo la netta vittoria del “no” al referendum. Lo rende noto l’istituto di Francoforte che aggiunge: «La Bce sta monitorando attentamente la situazione sui mercati finanziari e tutte le conseguenze che ne potrebbero scaturire per quanto riguarda la politica monetaria e la stabilità del’euro». La Bce ha anche evidenziato «essere pronta ad usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato». (Source)

controllo-capitali-grecia

Ovvio, aumenta l’importo dei titoli presentati come collaterale per avere soldi, ma al momento la Bce non chiude definitivamente i rubinetti. Solo che questo canale di liquidità si esaurirà presto.
Ma la BCE dice anche, come detto, di «essere pronta ad usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato». Molto bene, ma la BCE può permettersi di muoversi VERAMENTE in modo autonomo ed indipendente? In altri termini, è realistico ipotizzare una BCE che appoggia, ad esempio, le banche in modo ancora più incisivo, proprio quanto i colloqui tra Troika e Grecia si dovessero interrompere definitivamente? E quindi, la BCE è veramente (come le banche centrali in generali) INDIPENDENTE?

Qual è il ruolo della banca centrale?

In linea di massima, la banca centrale deve essere l’istituto che “pilota” la politica monetaria controllando inflazione e crescita economica. Sulla carta però non è sempre solo così. A rigor di logica, le banche centrali dovrebbero garantire la massima indipendenza dalla politica, in quanto si focalizzano su dinamiche economiche. In realtà poi, però, le cose stanno ben diversamente. Ma attenzione: non solo politica. Occhio anche agli “intrallazzi” col mondo bancario tradizionale.

Quindi non solo le BC rischiano di non essere indipendenti, ma addirittura finisco per essere “vittime” del sistema. Sono loro a tessere le fila oppure devono adeguarsi a cosa decidono gli altri?
Basta guardarsi indietro e ad esempio capire come è stata gestita la liquidità nel momento del default di Lehman Brothers. Guardate questo grafico.

central_bank_flows

Una serie di collegamenti col sistema che quasi vincolano il comportamento della BC. E’ palese il fatto che la BC non può essere indipendente, proprio perché all’interno di un sistema che ha trasformato le BC ad una parte dello stesso.

Morale. Ribadisco quanto detto più volte: il problema greco numero UNO oggi si chiama LIQUIDITA’ (per il breve periodo, si intende) . Per questo è fondamentale l’intervento e il sostegno della BCE, la quale è teoricamente indipendente, ma MOLTO difficilmente prenderà delle iniziative senza la benedizione della politica, anche per evitare una curiosa ed insostenibile discrasia tra le strategie di politica monetaria e politico-economico-fiscali della Troika nei confronti della Grecia.

Quindi massima allerta all’Eurogruppo. Il tempo è scarso, come la liquidità. Ci vogliono soluzioni subito. Per evitare NON una sonora uscita della Grecia dall’Euro (questa la escludo a priori) ma una Grexit progressiva. In che modo? Ve l’ho già citato mille volte. E ve lo ripropongo. Ecco come potrebbe nascere la Nuova Dracma.
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Danilo DT

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