BCE: elicottero della disperazione in vista?
Già ne avevo sentito parlare, ma adesso inizia ad essere un tema ricorrente anche tra gli economisti.
Visto che il Quantitative Easing non riesce ad essere così “concreto” a livello di impatto, sia sulla crescita e sia a livello di inflazione, inizia a girare la voce di una mossa della disperazione da parte di Mario Draghi.
In molti la chiamano “la politica dell’elicottero”. Si tratterebbe di evitare giri e sotterfugi strani ed andare a colpire direttamente la capacità di consumo dei cittadini europei, distribuendo direttamente a loro una somma.
Si, avete capito bene, un elicottero più sfrontato di quello di Bernanke, un elicottero che rappresenta l’ultima spiaggia. Un elicottero che nascond retroscena drammatici.
Significherebbe che la Bce è veramente alla frutta e non sa più a che Santo votarsi.
(…) Secondo i calcoli di Nordea, la prima banca scandinava, la Bce potrebbe permettersi di stanziare 444 miliardi euro per la distribuzione di liquidità direttamente ai consumatori. Tenendo conto che nella zona euro gli abitanti sono 340 milioni, si tratterebbe di 1.300 euro a testa. Un bel regalo che potrebbe essere fatto in contanti o acquistando titoli di Stato direttamente all’emissione e non sul mercato secondario come avviene oggi. E per evitare che la politica dei tassi negativi inneschi una corsa alla liquidità da parte dei risparmiatori, le banche centrali potrebbero decidere di passare a una fantasy monetary policy: stampare denaro per finanziare tagli di tasse allo scopo di uscire dalla spirale deflazionistica. (LQ)
Forse l’idea di un assegno pro-capite è pura illusione, ma l’idea di andare a colpire la crescita economica e magari la defiscalizzazione degli introiti non è una soluzione da buttare via.
Ma è ovvio che non tutti sono d’accordo. Ad esempio i tedeschi.
Però questa “provocazione” sottolinea per l’ennesima volta che è necessaria (ve lo dico da ANNI) una rivoluzione in ambito di Eurozona: nuovi trattati, nuovi accordi, nuovi parametri e soprattutto politica fiscale comune, politica di bilancio comune, maggiori poteri al parlamento europeo….Insomma MAGGIORE UNIONE. Se si vuole andare avanti.
Altrimenti visto il colabrodo clamoroso che ne sta venendo fuori, tanto vale valutare anche altri tipi di Piani, senza poi dimenticare che a giugno ci saranno eventi che potranno anche accelerare il processo di disaggregazione e quindi far morire l’UE di morte naturale.
E conoscendo i nostri polli (politici) credo decisamente credibile questa mia seconda ipotesi. E non sarà di certo con un lieto fine.
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