Bond paesi emergenti in valuta locale. Massimo spread su quelli in USD.

Pubblicato 6 Giugno 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 06:43

Le obbligazioni degli emerging markets hanno vissuto mesi di passione. Ora stanno tornando interessanti anche se la volatilità potrebbe tornare a lievitare.

I flussi finanziari che negli ultimi mesi sono stati protagonisti di una vera e propria migrazione dai mercati emergenti all’Europa soprattutto, hanno creato un vero sconquasso sui mercati soprattutto obbligazionari degli emerging bonds. A patire maggiormente i titoli in valuta locale in quanto hanno subito sia un impatto sulla carta (bond) ma anche sulla valuta. Questi flussi finanziari, come detto in questo post, si sono poi interrotti.
L’Interruzione ha comportato un ritorno progressivo di denaro (e di interesse) sui mercati obbligazionari dei paesi emergenti. I primi ad essere presi in considerazione sono stati i bond emessi dagli EM in valuta forte (USD) mentre quelli in valuta locale sono rimasti un po’ nel dimenticatoio.
Gli investitori hanno preferito accollarsi non due rischi (emittente e valuta) ma, tanto per cominciare, solo il primo dei due.
Oggi però occorre dire una cosa. Il “divario” tra bond emessi in dollari USA e quelli emessi in valuta locale ha raggiunto uno spread (ebbene si, anche qui si parla di spread) che è ai massimi dal 2008. Un differenziale di rendimento che mette senza dubbio nuovamente tra le “Occasioni da sfruttare” (in un mercato ben privo di occasioni) appunto i bond dei paesi emergenti in valuta locale.

Non posso certo negare che questa asset class resta pur sempre molto volatile e quindi non è certo un guadagno assicurato, ma di certo, per chi ha il portafoglio “scarico”, diventa un interessante idea di investimento. E perché no? Con un bel PAC.

STAY TUNED!

Danilo DT

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