Bruxelles: messaggio all’Italia. O arrivano le riforme oppure finirà la tregua sui mercati.

Mario Monti, occorre dirlo, è diventato l’icona di quella che dovrebbe rappresentare la grande ripresa economica, della ripartenza della macchina economica italiana. Un vero simbolo da prendere come esempio. Per lo meno, questo è quanto ci arriva leggendo i pareri dalla stampa estera. Se S.B. era visto come “the joker”, M.M. è visto invece come un “guru”.
Peccato che poi nella realtà, e noi ne siamo ben coscenti, non tutto è oro quello che luccica. Tanto che anche venerdì a Bruxelles, nella riunione dei Leader della Zona Euro, si è parlato non solo di EFSF e di ESM ma anche di Italia. E non poco.
Per farla breve, è stato relazionato lo “stato dell’arte” del progetto “Salva Italia” (non dimentichiamoci che l’Italia per certi versi è commissariata).
Tante lodi, certo, al pacchetto di Austerity ( che, permettetemi, non era difficile da fare, era solo tanto Impopolare…) ma anche tanto timore su quella tematica di cui vi martello ogni giorno .
La commissione Europea teme oggi, più di tutto, il problema “crescita economica” e competitività, conditi da un tasso di interesse sul debito ancora troppo elevato.
Inoltre la commissione scopre l’acqua calda e dice:
Because new EU budget rules require countries with debt levels above Brussels-mandated levels to close the gap by 5 per cent each year, the report notes that Rome has a colossal job ahead of it – it must maintain a primary surplus (again, a budget surplus not counting interest payments) of “above 5 per cent of GDP…in the medium term”. Not many advanced economies have been able to achieve that, and the report dryly notes: “The fiscal stance cannot be relaxed in the years beyond 2013.” (Source)
Che geni! Anche loro hanno capito che il 5% all’anno è impossibile da raggiungere e la considerano una scommessa più che epica, praticamente quasi impossibile. E come è possibile raggiungere gli obiettivi senza delle riforme vere e concrete che possano ridare all’italia le basi per una ripartenza sia in ambito crescita economica che competitività?
L’amico e sempre eccellente blogger Lampo mi ha poi segnalato questa presentazione di Confindustria di dicembre 2011 dove si vede quello che… si pensava capitasse e che poi non è avvenuto. Nella prima parte della presentazione una corretta fotografia della realtà, ma poi…si spera in una ripresa che ahimè è una chimera. Ed i motivi sono ben noti…
Nella spirale della crisi. Il volano delle infrastrutture.
Luca Paola – Direttore Centro Studi Confindustria
La pressione fiscale, specie effettiva, è da record. Se i tassi rientrano, il pareggio di bilancio è a portata di mano e il peso del debito pubblico cala. È tutta una questione di fiducia e credibilità, ma non sta più solo in noi.
Beh, ridurre il tutto a fiducia e crediblità mi sembra decisamente limitativo… Buttateci un occhio e capirete che non si può continuare a vivere di sogni. Insomma, il messaggio finale che la Commissione Europea lancia all’Italia è molto chiaro. O arrivano le riforme, oppure il bel momento di ripresa sui mercati per l’Italia rappresenterà solo una tregua. Prima di una nuova grande fase di volatilità.
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DT