BTP: nel mirino della speculazione. Ma non solo!

31 Maggio 2018 09:01

Gli acquisti mensili del QE Europeo della BCE (PSPP) non sono sufficienti a sorreggere le quotazioni. Anche perché forse non sapete alcuni dettagli che poi fanno la differenza.

Oramai l’attenzione di tutti, media, risparmiatori, investitori, economisti e presunti tali, si è spostata sulla Crisi Italia e sul potenziale Italexit che oltre oceano è stata ribattezzata Itexit.
Piano, come sempre si sta esagerando. E’ chiaro che l’Italia non ha nessuna intenzione di uscire dall’Euro. Ma una notizia così forte, diventa populismo e fa vendere i giornali. La stessa alleanza gialloverde ha più volte ribadito che non è questo l’obiettivo. Ma si sa, tutto fa brodo, tutto fa notizia e tutto ovviamente fa SPECULAZIONE.
Ne sanno qualcosa i nostri BTP che sono stati massacrati in queste giornate di crisi politica, tanto che addirittura oggi pomeriggio la nota casa d’affari JPMorga se n’è uscita con una nota.

JPMORGAN ASSET MANAGEMENT SEES “DISCONNECT” BETWEEN ITALIAN BOND YIELDS AND ECONOMIC FUNDAMENTALS; SEEKS OPPORTUNITY TO BUY

Notizia pilotata ad arte? Molto probabile. Intanto però nella giornata di ieri il BTP è stato di nuovo protagonista. Il decennale è tornato al 3% di rendimento, l’asta del BOT prima e del BTP poi ha fotografato lo stato di difficoltà nel mercato domestico italiano.
Storie già viste e forse già scritte. Non occorre nemmeno andare troppo indietro nel tempo.
Ricordate il 2012? Allora erano presi di mira dalla speculazioni il debito di Portogallo e Grecia. Ma si trattava di “pesci piccoli”, qui invece abbiamo a che fare con lo stato nr.3 a livello dimensionale della UE, con un debito pubblico ben oltre i 2 mila miliardi che rappresenta oltre il 130% del PIL. Si, certo, sarebbe tecnicamente un default, come per molti altri stati. Ma la storia insegna (Giappone in primis) che il debito si può gestire (forse non per sempre) e quindi anche questi pesanti indicatori non devono essere per forza motivo di panico. Anche perché non più tardi di un mese fa, questi indici erano già ben noti al mercato.
E quindi che è cambiato? Beh è ovvio, le prospettive future condite con una dose enorme di speculazione. Perché è lei che comanda le danze e mette tutto sotto pressione. Una pressione che ieri è venuta meno (giornata di rimbalzo tecnico) ma è solo una delle tante puntate che fanno parte di questa nuova grande finction.
Cosa potrebbe darci ulteriore fiato? Notizie, parole dette da qualcuno “che conta” che tranquillizzano il mercato e costringono la speculazione ad alzare il piede dall’accelleratore. Draghi, forse, con un suo nuovo “whatever it takes” sarebbe poco credibile questa volta. Inoltre è giusto sottolineare una cosa importante che vi spiega le dimensioni del mercato.

La struttura e la cronologia del QE Europeo

Se la BCE rappresenta il più importante compratore di BTP sul mercato, occorre però dire che non è l’unico, in quanto se guardiamo i volumi scambiati giornalmente (in questi giorni ovviamente sono molto maggiori), la cifra che mensilmente compra la BCE (circa 4 miliardi di Euro) non sono nemmeno pari ai volumi che vengono trattati sui BTP in un solo giorno (circa 5 miliardi di Euro) .

BTP: volumi giornalieri medi

PSPP: gli acquisti mensili di BTP da parte della BCE nel programma di QE

Quindi capite che la BCE non ha la forze per difendere nell’effettivo l’incolumità del debito pubblico italiano. Ma potrebbe con una sapiente forward guidance, dare una mano al mercato, magari anche bluffando, ma regalando un po’ di tranquillità. Cosa che ovviamente la BCE oggi non fa vista la totale incertezza politica (perderebbe totalmente la sua credibilità).
Quindi ci occorre aspettare che succeda qualcosa che possa tranquillizzare il mercato e non scatenare il panico. E poi il sistema, ne sono convinto, farà la sua parte a sostegno del mercato. Ma prima bisogna trovare una base su cui appoggiarsi. E questa base può solo venire dal buon senso di quelli che stanno a Roma.

STAY TUNED!

Danilo DT

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