Buyback Blackout: ecco perché Wall Street è “ingessata”
Negli USA c’è una norma che regola i buy back. Una regola che condiziona in modo determinante i mercati, visto che il più grande compratore, spesso e volentieri, è l’azienda stessa.
In queste giornate assistiamo spesso e volentieri a momenti molto volatili anche sulla borsa USA, che era parse sempre e comunque molto più stabile.
Ma cosa mai sarà successo? Colpa della Cina? Del petrolio? Del rallentamento? Degli indici di fiducia USA che stanno scendendo?
Tutto può essere e le motivazioni sopra elencato sono sicuramente TUTTE valide e difendibili.
Ma c’è una cosa che la gente sottovaluta e che, permettetemi, non ho trovata scritta da nessuna parte in queste controverse giornate.
Certo, l’attenzione è caduta su altri fatti, molto più “rumorosi”, che hanno rapito l’attenzione dei media.
Cari lettori, voi forse non sapete che siamo dentro a quel periodo dell’anno che a Wall Street chiamano “Blackout Period”.
Facciamo un salto indietro. Riprendiamo un post del 2014 dove ho iniziato a parlarvi del più importante BUYER sulla borsa americana. Cosa che poi non ho potuto NON confermare un anno dopo in questo post.
Vi avevo parlato del fondamentale impatto che hanno i buy back in borsa. Ma cosa c’entrano i buy back con il cosiddetto “Blackout period”?
Quando una società deve dare comunicazione degli utili (trimestrali), proprio come sta accadendo ora, per 5 settimane i buy back vendono CONGELATI. Quindi tutti i programmi di acquisti sono SOSPESI, in attesa della comunicazione dei dati. Successivamente, i buy back ripartono. Ecco quindi un importante elemento da NON sottovalutare. Siccome siamo sotto trimestrali, la maggior parte dei buy back sono sospesi e quindi il più importante compratore non può comprare titoli da circa un mese o forse anche più.
Dai dati che ho letto, non mi risulta che ci siano stati dei tagli nei programmi di buy back e tantomeno che qualche società li abbia sospesi definitivamente. Anzi, ho visto addirittura degli arrotondamento al rialzo.
Guardate ad esempio i più important buy back del 2015 e quanto hanno pesato…
…e quanto potrebbero pesare i buy back nel 2016.
Quindi è assolutamente normale ritrovarsi fino quantomeno a febbraio con un mercato molto ingessato. Ma stiamo all’occhio, il più grande buyer USA, che NON guarda l’analisi tecnica e tantomeno i fondamentali, sta per tornare in azione, con effetti che potrebbero anche essere sorprendenti.
Con questo non voglio dirvi che il mercato ripartirà alla grande, ma è solo un modo per rendervi partecipi di un importante tassello che non deve essere sottovalutato. Alla faccia di tutti coloro che mi vedono come un inguaribile ribassista… (scherzo)
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