CDS PIGS: il rischio default aumenta

4 Novembre 2010 15:30

PIGS: credit default swap e quantitative easing

Il quantitative easing ha talmente drogato il mercato che tutto trova giustificazione nell’immane speculazione generata dalla Federal Reserve con la sua politica monetaria accomodante. Tutto è in bolla, questo è già stato detto, ed i fondamentali non rispecchiano il reale andamento dell’economia.
Sappiamo benissimo che il quantitative easing ha come primo obiettivo quello di rilanciare l’economia e, anche se gli americani negheranno anche la più fottuta evidenza, il primo target è avere un Dollaro USA più debole. Come detto nei precedenti post sulla guerra valutaria, chi ne subisce le conseguenze (simili ad una mento dei tassi, per farla breve) è proprio l’Euro che ne esce rafforzato. Ma no certo per la sua forza e la sua solidità. Soprattutto se andiamo a valutare lo stato di salute delle nazioni componenti l’Unione Europea.
Guardiamo ad esempio all’Irlanda. Ieri è successa uan cosa gravissima che, guarda caso, è passata quasi nell’indifferenza qui da noi, italica penisola.

Allied Irish Bank

Andamento bond 2019 AIB

La banca irlandese, l’ Allied Irish Bank, ha intrapreso una strada che probabilmente seguiranno anche altri, non solo banche. Vedasi ad esempio Grecia e Irlanda stessa.
L’Allied Irish Bank ha deciso unilateralmente di “rinegoziare” il debito. Ha proposto ai possessori dei due miliardi di Euro di bonds validi come capitale di secondo livello (subordinato) uno scambio con titoli pubblici (non dimentichiamo che AIB è stata salvata dallo stato irlandese) per un importo pari al 20% del nominale. Proposta che è diventata praticamente obbligatoria.
Questa rinegoziazione avrebbe potuto generare drammi sui mercati, con fuggi fuggi sui bond bancari e sull’Euro. Invece? Nulla di fatto, tutto tranquillo, anche se almeno in ambito CDS (Credit Default Swap) qualcosa si muove.

Credit Default Swap PIIGS

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I paesi più in difficoltà sono sotto l’acronimo di PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) ai quali hanno aggiunto in molti anche l’ITALIA generando quindi l’acronimo PIIGS.
Questo grafico chiama fuori dalla rischiosità il nostro Bel Paese (177) mentre mette sotto accusa gli altri PIGS. Guardate come è lievitato il rischio paese degli altri stati. Questo significa che il mercato sarà anche in bolla,ma chi si deve tutelare, lo fa quando la calma è ancora apparente ed il rischio finanziario sembra moderato. Ripeto, sembra,perché in realtà siamo sempre seduti su un campo minato.

STAY TUNED!

DT

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Grafici e dati elaborati da Intermarket&more sulla database Bloomberg

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