CHART of the Day: Italia, debito pubblico e repressione finanziaria
Siamo come nel Post Seconda Guerra Mondiale
Stamattina, leggendo l’ennesimo articolo preoccupante sulla situazione economica spagnola, con un debito pubblico a livelli sempre più elevati ma soprattutto con un rapporto deficit PIL sempre più complesso, ho subito pensato: siamo un buona compagnia…
In realtà c’è ben poco da rallegrarsi. Quando parliamo di debito pubblico occorre sempre ricordare che, alla fine, il debito grava sulla nostra testa. Stime abbastanza affidabili ci riportano che oggi, 2012, ogni italiano ha sulla capoccia (sia il neonato che l’ottantenne) un fardello da 32.400 Euro.
Vi sembrano pochi?
Intanto però i dati di ieri hanno confermato una tendenza che ormai è inarrestabile sul nostro debito.
Grafico DEBITO pubblico italiano
Un grafico inquietante ma che ci vede quindi in buona compagnia. E non solo della Spagna.
Repressione Finanziaria: fase di Contrazione di lungo periodo
Voi tutti sapete benissimo che io sostegno, per il momento economico attuale, l’ipotesi Contrazione e repressione finanziaria.
Quindi recessione, austerity, debt deflation, deleveraging e anche tassi reali negativi. Insomma un bel casino. Ma non ci sono altre alternative. Per certi versi , essendo i tassi di inflazione SUPERIORI al tasso di interesse è come se sul contribuente-consumatore-risparmiatore ci fosse una ulteriore TASSA da pagare. Occulta, difficile da quantificare (Anche perché… l’inflazione ufficiale è quella REALE?) ma altrettanto pesante.
Ho trovato un eccellente grafico che, purtroppo, ci fa capire in quale “cul de sac” ci siamo infilati. Uno scenario molto simile a quello post Seconda Guerra mondiale.
Non un bel post per chiudere la settimana, mi spiace. Ma almeno ora avrete l’ennesima conferma che non è tutto oro quello che luccica.
Auguro a tutti un felice week end nella speranza che il Vs sostegno all’iniziativa di I&M.
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DT


