CINA: le banche fanno harakiri, si rischia una nuova super crisi subprime
Ok, mi pare chiaro, e ve l’ho anche spiegato in passato. Non siamo di fronte al 2008. E’ un quadro diverso, quantomeno dalle nostre parti. Altrove invece…qualche cosa che non quadra ce l’abbiamo eccome.
Proprio come nel 2008, un paese lontano da noi, ma sistemicamente pesantissimo, sta rischiando di vivere la SUA crisi subprime. E quello stato è proprio il Grande Celeste Impero, ovvero la Cina.
Questi dati arrivano quando ormai, ahimè, il rischio che la frittata sia fatta inizia a percepirsi. Non aspettiamoci però che i cinesi si lascino andare in grossi annunci o dichiarazioni. Prima che ammettere che le cose sono messe male, aspetteranno che il cadavere si sia imputridito e non potranno più fare a meno di dichiarare quanto è successo, non potendo più negare la realtà dei fatti, a causa della puzza che si sentirà sui mercati.
Scusate il sillogismo macabro, ma credo possa rendere bene l’idea.
Occorre però dire che, rispetto a quello visto negli USA, la crisi subprime assumerà delle sembianze ben diverse e non escluderei addirittura che il governo cinese faccia il possibile per non far trapelare voci o notizie che possano essere destabilizzanti, risolvendo la questione “in casa” a suon di sovvenzioni pubbliche.
Questo post quindi è la logica e naturale conseguenza di quanto scritto qualche giorno fa, proprio sull’esplosione dei finanziamenti in Cina. Intanto però un dato di fatto. I subprime “saltarono” negli USA nel 2008 quando praticamente raggiungevano i $600 miliardi. Oggi in Cina siamo arrivati a quota $645 miliardi.
Non male vero? E sembra che buona parte di queste cifre siano anche finite all’estero.E indovinate dove? Nel paese dove si prevede, per il 2016, un inflazione superiore al 700% (fonte: FMI), ovvero il Venezuela.
The amount of loans classed as nonperforming at Chinese commercial banks jumped 51 percent from a year earlier to 1.27 trillion yuan by December, the highest level since June 2006, data from the China Banking Regulatory Commission showed on Monday. The ratio of soured debt climbed to 1.67 percent from 1.25 percent, while the industry’s bad-loan coverage ratio, a measure of its ability to absorb potential losses, weakened to 181 percent from more than 200 percent a year earlier.
The news looks to have scared Chinese authorities into reacting. Note that they aren’t curbing the ability of Chinese banks to lend or asking them to write off bad credit. Instead they’re considering putting aside checks already in place that are aimed at ensuring the health of the financial system: by reducing the ratio of provisions that banks must set aside for bad debt, currently set at a minimum 150 percent, as Bloomberg News reported on Tuesday. (Source)
Avete letto bene. L’aumento dei NPL rispetto all’anno scorso è stato del 51%, raggiungendo picchi massimi. Ma qual è la cosa curiosa? E qui arriva il COLPO DI GENIO!
Come scritto in QUESTO POST, le impavide banche cinesi NON solo non frenano l’accesso al credito, vista l’accelerazione degli NPL, ma addirittura…aumentano la posta in gioco. Una mossa quasi “harakiri” decisa in concerto col governo cinese, per poter mantenere tassi di crescita economica “dignitosa” (PIL a +6% almeno). Secondo alcuni è un modo per far diminuire l’impatto del NPL nel rapporto coi crediti concessi. Ma a me questo pare una vera follia. E difatti…
(…) China’s bad loans have grown 256 percent in six years even as their ratio to total lending dropped. The true amount of debt that isn’t being repaid is open for debate. One example of how the data can be distorted: Banks are making increasing use of their more opaque receivables accounts to mask loans and potential losses, as Bloomberg News reports today. Still, adding special-mention loans to those classed as nonperforming gives some measure of the size of the bad-debt problem. Unfortunately, the CBRC started to publish special-mention loan numbers only last year, so it’s hard to put them in historical context. (…)
Una crescita delle sofferenze, negli ultimi sei anni, del 256% non è proprio da poco. Ma alla fine chi avrà ragione? La tecnica harakiri delle banche cinesi? Oppure si arriverà ad una dimensione di “ingestibilità” che porterà al “too big to fail” costringendo il Governo a fare i salti mortali e riportando l’intero globo in recessione?
Ultima, piccola ma non indifferente nota. Lo sapete qual è la più grande banca del mondo, oggi, anno domini 2016? Questa…
Dimensioni della banca? 3.32 trillioni di assets, e una capitalizzazione in borsa pari a $ 278 miliardi. Batte i colossi USA più noti. E al quarto posto chi troviamo? La China Construction Bank, e poi al sesto la Bank of China e al settimo l’Agricoltural Bank Of China.
Non so se ho reso l’idea.
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