CINA: un gigante di crescita economica con basi di argilla

20 Gennaio 2020 10:27

Quando parliamo di crescita economica in Cina, si ragiona sempre su numeri che per noi italiani, sono pura fantascienza. Da anni infatti Pechino è protagonista di una crescita economica virtuosa che poco ha a che fare coi numeri a cui siamo abituati, noi italici. Se da anni navighiamo confrontandoci con un zero oppure “zero virgola”, in Cina si viaggia con medie ben diverse.
Malgrado questo, la situazione non è così brillante, nell’effettivo.
Anche se suonerà strano, gli ultimi numeri ci raccontano di una crescita economica cinese ai minimi da 29 anni.
Non sorridete, però stiamo parlando di un +6,1% nel 2019 rispetto al +6,6% dell’anno precedente, con un +6% negli ultimi due trimestri.
Per assurdo, ci sarebbe da festeggiare, ma non così tanto.
Ovvio, l’ho detto già mille volte. La Cina non ha le spalle larghe, ce le ha larghissime, senza poi dimenticare che il 2019 è stato l’anno horribilis dei dazi che quindi qualcosa avranno impattato negativamente, nel bene e nel male.
Inoltre diventa normale che un’economia, ormai chiaramente NON considerabile emergente ma “semi-matura” si stabilizzi e rallenti i ritmi di crescita.
C’è però un problemino. Tanto per cominciare occorre sempre sperare che i numeri in arrivo da Pechino siano realistici e puntuali. Detto questo proprio in questi giorni ho pubblicato su twitter questo interessante grafico tratto da Bloomberg.

E’ il rapporto tra la crescita del PIL cinese e l’andamento dei NPL, i famosi Non Performing Loans che hanno mandato in tilt il sistema bancario europei (italiano in primis).
E’ palese quindi che il sistema bancario ombra (shadow banking) continua ad essere protagonista in Cina, è chiaro che la crescita economica generosa serve per finanziare un sistema creditizio fortemente esposto,

(…) DEBT in China is piling up fast. Private debt, at 200% of GDP, is only slightly lower than it was in Japan at the onset of its lost decades, in 1991, and well above the level in America on the eve of the financial crisis of 2007-08. China’s binging borrowers seem to have run out of good investments. The value of non-performing loans in China rose from 1.2% of GDP in December 2014 to 1.9% a year later.(…) [Source

E quindi, direi che è chiara la situazione. La Cina, per finanziare la crescita economica, ha bisogno di una mano sennò il sistema economico cinese rischia di saltare come un tappo di champagne. L’obiettivo è NON scendere sotto il 6% di crescita annua. Altrimenti sono dolori.
Quindi indovinate un po’? La PBoC dovrà darsi un bel da fare e stimolare come non mai l’economia, utilizzando stimoli monetari per incentivare soprattutto la domanda interna, sperando che il calo demografico in Cina rallenti.
Avete capito bene, anche in Cina frenano le nascite, non ai nostri ritmi ma in modo che potrebbe diventare preoccupante.
Infatti la Cina ha registrato l’anno scorso il minor numero di nascite in 58 anni: 14,65 milioni, con un calo (il terzo consecutivo) di 580mila unità sul 2018.
Ulteriore segnale che l’economia cinese sta per diventare matura. Con tutti i pro ma anche i contro che ne derivano. E per Pechino quindi, le grandi sfide sono appena cominciate e l’accordo sui dazi “Fase 1” potrebbero avere un impatto minimale sui numeri del Celeste Impero, quando irrompono questi problemi strutturali.

STAY TUNED!

Danilo DT

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