Cipro, i motivi della crisi: depositi bancari pari a 7 volte il PIL

Pubblicato 20 Marzo 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:51

Tanto per capirci, visto che ho già ricevuto diverse email erratiche, vi spiego perché si dice che il problema di Cipro sono le banche e non il debito pubblico. Infatti ricordiamo che il PIL di Cipro rappresenta circa lo 0.2% del PIL dell’Eurozona e che sono proprio le banche ad aver bisogno di sostegno oggi.
Indirettamente, quindi, lo Stato.
Motivo?
I depositi bancari rappresentano circa l’ 850% del PIL prodotto dallo stato di Nicosia. Quindi circa 7 volte il PIL.
ATTENZIONE PERO’. Insostenibile non certo per la dimensione (per esempio il Lussemburgo questo ratio ce l’ha pari a 21 volte), ma per la qualità del sottostante, visto che le banche sono cariche di sofferenze e minusvalenze dovute ad un fattore:  ristrutturazione debito Grecia

Grafico: I rapporti tra dimensioni settore bancario e Pil in Eurozona

Questa anomalia ha fatto si che si decidesse per una soluzione tanto unica che anomala, quella di tassare i conti correnti, soluzione poi bocciata dal parlamento cipriota.
Infatti se riprendiamo i quattro salvataggi finora effettuati in Area Euro (Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna) mai si era visto nulla del genere.
Anomalia causata proprio dalla presenza di capitali “strani” Made in Russia. Proprio quella Russia che dai rumors sembra venire in soccorso di Cipro. Interessi economici forti? Per forza. Al mondo nessuno ti regala niente ed ancor meno i russi.

Certo è che (pensandoci un attimo) per salvare Cipro serviva una cifra non astronomica viste le dimensioni del buco (risibile rispetto ad altre voragini in corso): 10 miliardi che raffrontati con la somma che l’Italia deve versare per il fondo salva stati diventa una fettina… (43 miliardi di Euro). Si sarebbe evitato tutta questa volatilità. Ma ormai, come detto, la moda è cambiata. Si vuole portare a far pagare il privato…

STAY TUNED!

DT

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