Competitività e austerity fine a se stessa
Lo scorso anno, come è noto, grazie al discorso di Mario Draghi, alla costituzione dlel’OMT e a quel famoso “whatever it takes…” abbiamo assistito ad un abbattimento delle tensioni nei mercati finanziari per quanto riguarda i debiti sovrani. Tuttavia, questo scenario di positività e di fiducia non è stato associato ad un ritorno alla crescita economica complessiva in tutta l’Eurozona. che invece resta debole, irregolare e relativa a livello geografico.
Non basta Draghi, occorrono riforme a livello innanzitutto nazionale. I vari governi devono fare la loro parte. A rimetterci ovviamente la competitvità economica degli stati. E noi in Italia ne sappiamo qualcosa. E poi… ci vuole una vera Unione Europea.
Il WEF (World Economic Forum) ha “tradotto” in grafico questa forma di competitività che è calata soprattutto nei paesi più “deboli”

Ma quanto pesa un’austerity fine a se stessa in questo grafico? Inoltre è chiaro che le divergenze tra “nord” e “sud” UE si stanno ampliando. E se non si fa nulla a livello comunitario, non esiste alternativa. Queste divergenze continueranno ad aumentare. Soprattutto se l’austerity proseguirà senza un impegno a livello comunitari a voler fare qualcosa di veramente costruttivo, a partire…dall’unione bancaria tanto per cominciare, e poi una migliore trasparenza, un insieme di regole che siano UGUALI per tutti i paesi membri, più mille altre cose. Ma se non si incomincia da subito, sarà sempre peggio. E questo grafico ci illustra, meglio, proietta il futuro dell’Italia. NO comment.
Ci vorrà il massimo impegno dell’Italia, della politica italiana e degli Italiani ma anche un forte e rinnovato appoggio comunitario. Guardate qui sotto e capirete.

STAY TUNED!
