Concessione del credito: urge intervento BCE e Governo

Pubblicato 8 Ottobre 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 08:27

Special report: le banche non concedono prestiti, e l’economia sta progressivametne morendo senza il sostegno del sistema bancario

Quando si guarda alla ripresa economica, occorre sempre avere un occhio di riguardo sullo stato di salute del settore immobiliare, delle banche e dell’occupazione.
Sull’ultimo punto vi tengo spesso aggiornati e avrete avuto modo di vedere per il paese Italia non pochi problemi.
Tra il primo ed il secondo punto,  c’è una ovvia liaison, un legame.
In particolare, in questa fase recessiva per il Bel Paese, il grande problema delle banche sono i crediti deteriorati. I “Bad Loans” alias le sofferenze bancarie. Il grafico qui sotto è più che mai esplicito.
I Non Performing Loans non fanno altro che lievitare.

Ovviamente l’aumento delle sofferenze porta ulteriore restringimento del credito che infatti non viene più concesso ai privati. Il grafico è esplicito.

Inoltre il GAP tra gli interessi pagati dai privati ed i tassi di mercato resta troppo ampio. Guardate questo terzo grafico, che come gli altri deriva da elaborazioni della Banca d’Italia dove si vede un tasso medio per il credito al consumo pari al 9.60% circa.

Ecco quindi dove deve intervenire la BCE e il Governo. Se si vuol far ripartire l’economia è necessario ANCHE intervenire sulle banche oppure creare dei percorsi alternativi alla concessione del credito.
Le aziende per lavorare hanno bisogno del sostegno delle banche, vero polmone della crescita economica, le quali invece si stanno “chiudendo” a riccio. Poco il denaro prestato e quel poco a tassi esageratamente fuori mercato, quindi con costi che il cittadino, già in forte difficoltà per la crisi, non riesce ad onorare.

E le banche cosa ne fanno della liquidità? Già sapete, comprano sopratutto Titoli di Stato. Il che non è assolutametne visto in chiave negativa dalla BCE in quanto, grazie a questi acquisti (pilotati anche dalla concessione dell’LTRO), i BTP non sono collassati e non ci siamo ritrovati con una crisi del debito difficile da gestire, per noi e per l’Europa. Le banche quindi si trovano con la pancia piena di BTP. Motivo per cui le oscillazioni sui corsi dei titoli di stato italiani portano così tanta volatilità sul valore delle azioni quotate in borsa e quindi su tutto il FTSEMIB (composto sopratutto da titoli finanziari).

Ecco perchè è importante il sostegno sia del Governo ma anche della BCE. Occorre fare in modo di riaprire il canale del credito, renderlo più accessibile e meno oneroso MA senza generare un sell off dei titoli di stato italiano da parte delle banche altrimenti…salta la baracca. Meno onerono ANCHE per i piccoli imprenditori. Guardate questo ultimo grafico. E’ il tasso di interesse medio pagato per finanziamenti divisi per importi. Il gap tra importi minori e grandi cifre è storicamente elevato ma ultimamente si è ulteriormente allargato.

Ennesima sfida che deve però essere sostenuta in tempi brevi, visto che la nostra industria pian pianino sta collassando. Basta vedere le ultime entrate fiscali, ulteriormente diminuite. Ennesimo allarme di uno scenario veramente complesso.

Nei primi otto mesi del 2013 il gettito Iva risulta in flessione del 5,2% (-3.724 milioni di euro), “andamento che riflette la riduzione del gettito derivante dalla componente relativa agli scambi interni (-2,0%) e del prelievo sulle importazioni (-22,1%). Ma il crollo è compensato dal prelievo su capitali e risparmi. Migliora la lotta all’evasione, calano gli incassi legati al tabacco (Source)

 

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DT

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