Confronto banche: paragone tra Unicredit ed Intesa San Paolo con la Banca di Cipro
Le banche italiane sono sicure? Può accadere quanto è successo a Cipro ed imposto dalla Troika? C’è il rischio di subire una tassazione monstre con una tantum? E la struttura delle nostre banche è come quella degli istituti di Nicosia? E cosa succederà ora a quelle banche?
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Di parole se ne sono fatte tante, forse troppe. Ora, a bocce ferme, cerchiamo di capire cosa è successo e se qui, in Italia, corriamo il “rischio Cipro”. La “Crisi Cipro” è ripetibile anche da noi? Leggete qui sotto e capirete. Questo post segue quanto già detto qualche settimana fa dove si era azzardato un parallelismo tra la situazione cipriota e quella italiana.
Ho ricevuto alcune email di amici lettori preoccupati, ovviamente, dei propri depositi nelle banche italiane.
La domanda più comune è “ma quanto è accaduto a Cipro, può accadere anche alle nostre banche?”
Innanzitutto ritengo corretto pensare che quanto accaduto a Cipro rappresenti un caso unico nell’ambito dell’Eurozona. Un accordo trovato con l’Eurogruppo che si basa su due elementi fondamentali:
– prestiti internazionali per 10 miliardi, condizonati però da
– ristrutturazione della Laiki Bank (nota anche con il nome di Popular Bank of Cyprus), che sarà trasformata in una bad bank, trasferendo i depositi fino a 100mila euro alla Bank of Cyprus: la Laiki Bank sarà chiusa e gli obbligazionisti e gli azionisti assumeranno le perdite dell’azienda di credito.
La Bank of Cyprus, arricchita di alcuni asset, abbatterà le perdite e sarà ricapitalizzata usando i depositi superiori ai 100mila euro, che saranno trasformati (con uno swap) in azioni. (…) Una portavoce della Ue sottolinea comunque che lo schema adottato per risolvere la questione di Cipro, non è o dovrebbe essere un modello di intervento; ma è ormai chiaro che la nuova norma è di chiedere al settore privato di contribuire alla soluzione del problema debitorio. (Source)

Un intervento quindi durissimo e pesantissimo per le due più importanti banche del paese che alla fine pagano pegno per tutti, ancor di più la Laiki Bank che ne esce fuori letteralmente massacrata.
Banche a confronto: Italia, Spagna, Cipro
Ho già parlato più volte della situazione delle varie banche. In questa sede però voglio usare un grafico creato da Lombard Street Research che mostra la struttura del capitale della Banca di Cipro e la mette al confronto con alcune realtà a noi molto note: le italiane Unicredit e Intesa SanPaolo più le spagnole BBVA e Santader. Tanto per intenderci i colossi bancari di Italia e Spagna.
Questo grafico mette chiaramente in mostra le differenze tra gli asset della Banca di Cipro se paragonati con quelli delle altre realtà. I depositi per la prima sono pari a circa il 77% degli attivi. Uno sproposito. Mentre invece le altre banche hanno una struttura di capitale decisamente più equilibrata e possono offrire delle garanzie BEN diverse. Basta guardare ad esempio l’impatto della parte obbligazionaria emessa dalle banche. Se questi quattro istituti fossero in profonda difficoltà, si potrebbe arrivare anche alla conversione dei bond convertibili in azioni, ricapitalizzando l’azienda. E peggio ancora, alla conversione delle obbligazioni emessa dalla stessa per l’identico motivo (situazioni di gravità assoluta). Ma prima di arrivare a tutto questo, credetemi, le cose devono andare veramente molto ma molto male. Per il momento, quindi, calma e sangue freddo…
L’Italia non è Cipro. Siatene BEN consci.
Sostieni I&M. il tuo contributo è fondamentale per la continuazione di questo progetto!