Continuano i problemi per il settore immobiliare.

16 Dicembre 2010 16:01

Niente di nuovo dall’altra sponda dell’oceano per quanto riguarda l’inesistente ripresa del mercato immobiliare residenziale. Scendono del 4% i permessi di costruzione rilasciati a novembre, mentre salgono del 3.9% il numero di cantieri avviati e del 6.9% il numero di cantieri avviati per la costruzione di una casa monofamiliare. Dato questo positivo, pur se sarebbe bello completarle le case, oltre che iniziarle. Infatti, sono state completate il 14.1% di residenze private in meno rispetto ad ottobre e se si considerano solo le monofamiliari il decremento è del 10.1%.

Ma passiamo ora ai dati non destagionalizzati.

Permessi di costruzione

Desolanti i dati relativi al numero di permessi di costruzioni richiesti a novembre. Nonostante sia stato rivisto a rialzo al numero di ottobre di 300 unità, novembre non sembra indicare alcuna prospettiva di miglioramento.

Dai 44.0 mila permessi di ottobre, si è passati ai 38.4 di settembre, con una contrazione percentuale pari al 12.72%. Prospettiva davvero poco incoraggianti, sempre supponendo che negli Stati Uniti l’ottenimento del permesso di costruzione sia ancora condizione necessaria ma non sufficiente per poter avviare l’edificazione di una struttura residenziale.

Cantieri residenziali avviati

Considerando il dato non destagionalizzato, nulla di buono proviene dalla statistica relativa alle nuove abitazioni avviate. In crescita del 3.9% destagionalizzato, il settore mostra invece un decremento dell’8.8% se  si considera il numero non destagionalizzato. Non male, ma il grafico parla molto più chiaro di mille parole.

Tra il mese di settembre e quello di ottobre, la revisione ha spinto a rialzo di circa 2000 unità il numero di cantieri avviati, tuttavia novembre vede decrescere da 45.2 mila a 41.2 mila il numero di nuovi cantieri che hanno visto la luce. Vedrete che tra poco sentiremo parlare di nuovi stimoli… la sofferenza del settore immobiliare sembra davvero interminabile. Ma fortunatamente, negli States, settori interi dell’economia come la manifattura, le costruzioni, la produzione, sono solo marginali.

Case completate

Ed eccoci giunti al dato migliore della giornata, ma solo se siete tra coloro che sperano nei bailout perenni e negli stimoli senza se senza ma senza fine. Se vi ricordate nei mesi scorsi mi piaceva scherzare in merito al fatto che venivano terminate sempre più case di quante ne fossero iniziate. Bene, oggi, come sempre, la gravità ha fatto la propria comparsa, riportando sulla terra tutti quei “favolosi” numeri aggrappati alle nuvole.

Tracollano del 18.2% il numero di case terminate a novembre ( ma nevicava già?? ) mentre viene registrato il peggior dato da quando esiste questo tipo di statistiche, o almeno da quando inizia la serie del Census nel gennaio 1968. Da 54.5 mila a 44.6 mila… no bene!

Complessivamente i dati emersi anche oggi non lasciano sperare in nulla di concreto. Sono fallite le politiche di stimolo, sono fallite le politiche monetarie, sono falliti pure quegli scoordinati interventi legali ( atti ad arginare la completa scomparsa di fiducia nel mercato immobiliare in seguito ai vari e interminabili scandali che hanno accompagnato l’acquisto di un’abitazione tramite mutuo ) messi in piedi dal governo e dalla banca centrale con l’obbiettivo di imbrogliare la realtà ancora per qualche anno. Sicuramente prima o poi qualcosa ne verrà fuori, ma onestamente, dopo aver iniettato nel sistema qualcosa come 9 mila miliardi di dollari, mi sarei aspettato effetti ben più consistenti. C’è da sperare che siano i banchieri ad acquistare decine di residenze, privatamente, visto che si mormora che i bonus per quest’anno si aggireranno attorno ai 170-180 miliardi di dollari… .

Mattacchiuz