COT Report: Chart e analisi
GUEST POST: analisi dei dati del CFTC e del COT Report
Cari amici, come ben sapete, la scorsa settimana, grazie ad un intervento coordinato di politica monetaria espansiva delle 6 maggiori banche centrali del mondo, mai visto prima d’ora, i listini azionari di Usa ed Europa hanno registrato il maggior rimbalzo dal bottom del marzo 2009. In particolare, il nostro benchmark azionario di riferimento, ossia l’S&P 500, ha fatto registrare un guadagno settimanale del 7,39 %. I motivi reali che hanno portato a tale intervento straordinario, come già evidenziato nelle nostre discussioni, non sono ancora del tutto chiari. Certo, la portata e la tempestività dello stesso pone molti dubbi ed interrogativi anche inquietanti. Quanto, invece, ai riflessi sui mercati azionari, non resta, a mio avviso, che
prenderne atto. Il mio ETF SHORT sul benchmark azionario Usa, dopo 7 settimane di vita, registra pertanto oggi una perdita dell’1,6 % a fronte del guadagno del 5,4 % che registrava al termine della scorsa settimana.
Cio’ premesso, passo come sempre ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati ieri sera dalla CFTC ( Commodity Futures Trading Commission ), e concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti :
Commercial Traders : + 40.547
Large Traders : – 51.413
Small Traders : + 10.866
Che dire….. c‘era davvero da aspettarselo, anche e soprattutto in questa settimana davvero “particolare e straordinaria”, i Commercial Traders, hanno infatti, ancora una volta, svolto egregiamente “ il compito loro affidato”, di sostenere incondizionatamente i mercati azionari, incrementando ulteriormente la loro posizione NET LONG, di altri 9.233 contratti, a scapito dei Large Traders per 5.628 contratti, e degli Small Traders per 3.605 contratti. Evidenzio, che sono ormai ben 17 settimane consecutive che le “ MANI FORTI, sostengono quasi da sole il mercato azionario, restando permanentemente in posizione net long. I risultati conseguiti però non sono per niente esaltanti. In tale periodo infatti il nostro S&P 500, è passato da quota 1178,81 alla quota attuale di 1244,28, ossia ha registrato un incremento del 5,55 %, maturato peraltro soltanto negli ultimi eccezionali giorni della scorsa settimana. Diciamo, quindi, che piu’ che garantire un UP Trend……..hanno sinora arginato la slavina e tacitato il timore di un crollo tuttora incombente sui mercati finanziari mondiali.
Sulla base delle suddette considerazioni, e forse ancora una volta del tutto controcorrente, non muto nemmeno per la prossima il mio orientamento e la mia posizione SHORT sul piu’ noto ed importante degli indici azionari americani.
Nel ringraziarvi per la vostra stima e fiducia, porgo un cordiale saluto a DREAM, ed a tutti gli amici del blog.
LUKAS
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