COVID-19: come il virus ridisegnerà gli equilibri economici globali
Il FMI prevede un futuro NERO per Italia e non solo, confermato anche da dati reali attualmente visibili. Ma nella debolezza globale si vanno a confermare quelli che saranno i big del futuro.
L’incertezza sta lasciando progressivamente spazio alla realtà.
Nelle passate settimane abbiamo spesso discusso sull’impatto della pandemia Covid-19 in particolar modo sugli effetti della stessa sull’economia.
La paura per il futuro prima, il lockdown dopo, hanno scatenato la fantasia degli analista con previsioni spesso fantasiose ed infondate, proprio perché non era possibile capire a priori dove si andava a parare. Mai si era vista in passato una situazione così particolare, un cigno grigio (come mi piace definirlo) che è mantenuto tale (e non diventa nero) grazie all’impegno spropositato di banche centrali (che mettono sul piatto della bilancia risorse pari al 10% del PIL globale) e governi (l’impegno fiscale ad oggi è pari al 3% del PIL globale). Impegno che sarà fondamentale soprattutto in fase di ripartenza, senza mai dimenticare però che NON esistono pasti gratis, che ci sarà anche un rovescio della medaglia e che dopo, avremo una quantità di debito impressionante da gestire oltre che masse di liquidità da far rientrare.
Tutto questo non preoccupa il mercato, non è un problema attuale. La mente umana ora è troppo impegnata a guardare al massimo a fine 2020. Si vuole capire insomma gli effetti di breve e come evitare l’ecatombe.
Forse proprio l’ecatombe è stata evitata grazie appunto agli interventi del sistema. E la positività torna magicamente a fare capolino. Ripartono i mercati e ovviamente le grandi banche d’affari sono pronte a sostenere il trend. Guardate Goldman Sachs. Se prima era tutto nero, ora diciamo che si intravede un po’ di rosa.
(…) U.S. stocks are unlikely to make fresh lows thanks to the “do whatever it takes” approach of policy makers, according to Goldman Sachs Group Inc. (…) “The Fed and Congress have precluded the prospect of a complete economic collapse,” the strategists wrote. “These policy actions mean our previous near-term downside of 2,000 is no longer likely” for the S&P 500 Index. “Despite the likely steady stream of weak earnings reports, 1Q earnings season will not represent a major negative catalyst for equity market performance,” they wrote. “Our year-end S&P 500 target remains 3,000.” (…) [Source]
Cavolo, stiamo parlando della peggiore recessione dal dopoguerra e la borsa praticamente torna a breve sui massimi. Magie della finanza creativa, anche se come sempre si fanno i conti senza l’oste.
Intanto però come detto, iniziamo a lavorare con numeri concreti. Escono le trimestrali USA, quasi ignorate dalla borsa, e ancora a livello previsionale leggiamo report sulle previsioni del PIL a fine 2020. Protagonista è stato il FMI che ha previsto per il 2020 una recessione globale “senza precedenti” che porterà il Pil a scendere del 3%, con un rimbalzo del 5,8% nel 2021. Tra i peggiori Paesi al mondo c’è l’Italia per la quale si stima un crollo del 9,1% quest’anno. Male anche Francia e Germania, con una previsione del -7%, mentre per gli Usa si parla di un -5,9%. Tra i pochi a salvarsi Cina e India che però cresceranno poco sopra l’1%. Poco, ma si parla di numeri positivi. Ennesima conferma che nelle fasi di crisi c’è sempre una redistribuzione dei valori. Era prevista, ma con il Coronavirus tutto sarà accelerato, e di molto.
(…) For the first time since the Great Depression both advanced economies and emerging market and developing economies are in recession. For this year, growth in advanced economies is projected at -6.1 percent. Emerging market and developing economies with normal growth levels well above advanced economies are also projected to have negative growth rates of -1.0 percent in 2020, and -2.2 percent if you exclude China. Income per capita is projected to shrink for over 170 countries. Both advanced economies and emerging market and developing economies are expected to partially recover in 2021.(…) [IMF]
Guardate con attenzione la slide sopra esposta. Il movimento a V per molti sarà solo ipotetico. Prendiamo l’Italia, ennesimo disastro. Contro una perdita di PIL del -9.1% si prevede un rimbalzo del 4.8%. Insomma, in due anni persi 4,3% con una valanga di debiti in più. Un enorme successo, non c’è che dire, un volo verso l’abisso con un gap che si allarga ulteriormente con i “virtuosi” paesi nordici. E con paesi emergenti, Cina in primis, che conquistano spazi economici accelerando quello che doveva essere il futuro.
E la conferma della drammatica frenata italica la possiamo già notare nell’effettivo. Ma non analizzando previsioni, ma confrontando dati reali. Cosa meglio dei consumi elettrici possono essere una buona cartina tornasole?
Tra i tanti numeri in uscita nei prossimi giorni, a conferma di quanto scritto sopra, tenete d’occhio i numeri in arrivo dalla Cina. Potrebbero segnare la via per il futuro della ripartenza economica, segnando la strada di chi già oggi è protagonista e potrebbe diventarlo ancora di più.
STAY TUNED!
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