Crisi Governo, elenco leggi ed emendamenti a rischio
A rischio anche la Legge di stabilità
L’Autunno è sempre un periodo molto caldo per tutta quella serie di emendamenti e provvedimenti necessari per la gestione delle finanze dell’Italia. Peccato che proprio in questi giorni sia partita l’ennesima crisi di governo, che va a condizionare in modo importante l’iter di tutti quei testio normativi, per primi quelli compresi nel decreto all’esame del Consiglio dei Ministri, slittato venerdì scorso. Ecco lo scenario riportato dall’ANSA
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• CIG: sempre nello stesso decreto, insieme alle coperture per il rinvio dell’aumento IVA, venivano destinati 330 milioni di euro al rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga.
• IMU: tutto da definire il destino della seconda rata dell’IMU, sulla quale c’era un accordo politico perché non venisse pagata, ma manca ancora un testo normativo ufficiale, visto l’impegno del governo a trovare le relative coperture entro il mese di novembre.
• CUNEO FISCALE: doveva approdare nella Legge di Stabilità, attesa alla metà di ottobre, il taglio del costo del lavoro, invocato da Confindustria e sindacati come via per far ripartire consumi ed economia.
• RIENTRO DEFICIT: servono 1,6 miliardi di euro per tornare dentro il 3% imposto dall’Ue, dopo che la nota di aggiornamento del Documento Economia e Finanza (DEF) l’ha certificato al 3,1%. Senza la “manovrina” di correzione impostata dal ministero dell’Economia (saltata insieme al rinvio IVA), l’Italia rischia una nuova procedura di infrazione da parte dell’Unione europea. Che, tradotto in soldoni, significherebbe perdere i 12 miliardi di euro di risorse finanziarie per il 2014 e il 2015, rese disponibili dalla chiusura a maggio scorso della precedente procedura.
• PRIVATIZZAZIONI: entro la fine di ottobre doveva arrivare la lista dei beni dello Stato da mettere sul mercato, messa a punto dal Comitato del Tesoro. I nomi sono sempre i soliti, da Poste Vita alle Ansaldo di Finmeccanica, per citare i più importanti.
• TELECOM, ALITALIA, FINMECCANICA: sono i dossier industriali più scottanti all’attenzione dell’esecutivo. Cruciale il tema del “golden power”, lo strumento che il governo potrebbe adottare, insieme alla revisione delle leggi sull’Opa, per cercare di ostacolare il controllo degli spagnoli di Telefonica su Telecom. Invece prende sempre più campo l’ipotesi di un prestito ponte per cercare di sottrarre Alitalia ad Air France, ma anche in questo caso il governo dovrebbe lavorare alacremente, per lo meno sul fronte della “moral suasion” con gli istituti di credito.
Legge di Stabilità, rischio Troika?
A poco più di due settimane dalla presentazione della Legge di Stabilità, il caos politico scatenato dalle dimissioni del Pdl potrebbe portare inoltre ad un commissariamento del nostro Paese, materializzando l’incubo che da anni Roma tenta di scacciare, quello di perdere ogni tipo di sovranità economica, seguendo le orme della Grecia. A lanciare l’allarme è stato il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina:
Un altro giro di elezioni con l’attuale legge elettorale ci restituirebbe un Parlamento impallato, e questo succederebbe con 200-300 punti di spread in più rispetto ad oggi e con la Troika a fare la Legge di Stabilità al posto nostro. Temo che sia uno scenario abbastanza realistico che dobbiamo fare di tutto per evitare.
Il timore è anche quello che la caduta del governo e la conseguente campagna elettorale possa causare una nuova perdita di fiducia degli investitori internazionali nei confronti dei titoli di Stato italiani, con un nuovo balzo dei rendimenti decennali e dello spread. (Fonte)
Auguri a tutti.
STAY TUNED!
DT