Crisi Grecia: default inevitabile ma quando?

Si susseguono in modo spasmodico e confusionario le dichiarazioni su crisi Grecia, default pilotato, ristrutturazione del debito greco. Con chiare ripercussioni sui CDS, i credit default swap.
Proprio qualche minuto fa l’ennesima smentita di Stark:
May 10 (Reuters) – Greece may be heavily indebted but it is not insolvent and does not need to restructure its debt, European Central Bank Executive Board member Juergen Stark said on German radio on Tuesday. “In the end, a restructuring does not solve the problem Greece has to deal with,” Stark told Bayerischer Rundfunk. “Greece has to tackle structural problems, and the budget must be put in order.” Stark said the programme Greece agreed a year ago with international lenders in exchange for a bailout was realistic and must be implemented. “Greece has a high debt level, but Greece is not insolvent,” he said. (Reuters)
Sono tutte dichiarazioni create “ad arte“ per cercare di mantenere la calma nel mondo finanziario ed evitare che la già pressante speculazione vada a distruggere il mercato. In primis utilizzando i famosi CDS, i credit default swap che teoricamente dovrebbero assicurare contro il default di uno Stato e che oggi, utilizzati “naked” (e quindi senza sottostante) sono diventati fonte di speculazione incontrollata che va ad influenzare in modo determinante il corso dei bonds sovrani.
Certo non giovano i recenti downgrading di S&P e Moody’s, ma al momento la situazione sembra stabile. Nel senso che SEMBRA tutto sia tranquillo. Tranquillo una pippa.
Credit Default Swap nuovamente ai massimi
Sicuramente si sono resi conto di un fattore che abbiamo evidenziato moltisismo tempo fa, ovvero che la Grecia non avrebbe MAI potuto pagare, e che quindi il rischio default ellenico era elevatissimo. Poi però…abbiamo anche visto cosa significava default Grecia per il settore bancario europeo. Significava “rischio collasso”. E allora? E allora la coperta come già detto è cortissima e le soluzioni sono molto difficili da prendere. Più il tempo passa e più penso che una “ristrutturazione del debito normale” è impossibile.
Allungare le scadenze, abbassare i tassi e soprattutto tagliare il nominale rappresenta la soluzione apparente del problema greco, ma apre voragini devastanti per gli stati più deboli (PIGS), per le banche e soprattutto getta in pasto alla speculazione (che ripeto, agisce incontrollata a causa della mancanza di una normativa che regola l’argomento) un tema che porterebbe rapidamente alla seconda puntata della grande crisi, una puntata che sarebbe sicuramente devastante per noi europei. E soprattutto per noi Italiani.
Si perché (non dimentichiamolo mai) default Grecia significa fallimento del progetto Euro. Il che rende addirittura non possibile un paragone con l’Argentina, che almeno aveva una sua moneta. E quindi Grecia che torna alla Dracma? Si sta dicendo di tutto,e non si esclude anche questa ipotesi.
Morale: il caos è totale e la ristrutturazione è necessaria (default significa ristrutturazione,per la cronaca). Molto probabile una ristrutturazione del debito in stile Brady Bonds, come già detto in passati articoli, come è avvenuto per l’Uruguay tanti anni fa, cercando proprio di ristrutturare evitando il collasso delle banche. Qui si sta COMPRANDO TEMPO. E il tempo ha un costo. Prima o poi bisognerà agire. E quando si sarà deciso, a mercati chiusi, tutti sapremo. Magari prima di quanto si pensi.
Siamo solo all’inizio. E in futuro discuteremo anche di altri aspetti, Italia compresa.
STAY TUNED!
DT
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