Crisi Grecia: la storia infinita, ennesima puntata di un fallimento annunciato ma non dichiarato

Pubblicato 25 Novembre 2012 Aggiornato 7 Agosto 2014 13:04

Non più tardi di qualche giorno fa, ho scritto un post dicendo che tutti i negoziati, le parole spese, i buoni propositi sono assolutamente inutili. La Grecia NON ce la può fare. Né ora né tra tre anni né mai. E’ fisicamente, umanamente e finanziariamente impossibile.
Ma il sistema politico, per mantenere gli equilibri, per non creare volatilità e timori, continua a tergiversare.
E così, indovinate, arriva l’ennesimo rinvio per aiuti alla Grecia, già saltato martedì 20 novembre e rinviato all’Eurogruppo di lunedì 26, e slittato ancora a quello del 3 dicembre.
Anche ieri, i ministri economici dell’Eurozona hanno lavorato, via teleconferenza, per definire i dettagli del piano anti-crack, ma non c’è ancora accordo tra i 17 Paesi dell’Euro. Lo stesso FMI non sembra soddisfatto. Chiede sostenibilità del debito della Grecia. Ma cari signori, certo che NON è sostenibile!
Ora atteso l’incontro del 3 dicembre. In gioco 44 miliardi di aiuti già promessi ma non concessi, perché la Grecia NON ha fatto proprio tutti i compitini… E vorrei ben vedere!

Diciamo piuttosto che qualcuno inizia a capire che la Grecia è ormai una voragine senza fondo. Buttiamoci dentro tutti i soldi che volete, tanto sappiamo benissimo che la Grecia non ce la farà MAI.

Volete concedere più tempo, volete dare altri soldi, volete tagliare le cedole dei bonds, volete fare un haircut ulteriore… fate quello che volete, ma tanto la sostanza NON cambia. La Grecia è fallita, e non solo finanziariamente. Socialmente, politicamente, in tutti i sensi.

Guardate cosa è accaduto negli ultimi anni. Abbiamo dato ad Atene tanti soldi. Loro hanno fatto una campagna di austerity che non solo non ha portato a nulla, ma ha creato disagio sociale senza precedente e, nello stesso tempo, ha fatto aumentare (non di poco) il rapporto debito PIL.
Una lezione di economia che dovrebbe servire anche come precedente per analizzare la situazioni di paesi come Portogallo, Spagna e….Italia…

Ma cosa si può fare? Cosa si possono inventare?
Le voci che girano nelle ultime ore sono di tipo”disperato”. Ve ne riporto alcune.

La Bce rinuncerebbe ai suoi profitti sui titoli greci acquistati a sconto, e li verserebbe ad Atene (circa 9 miliardi di euro), il Fmi acconsentirebbe a rivedere gli obiettivi di riduzione del debito (il tetto salirebbe dal 120% del Pil nel 2020 al 124%), e l’Eurozona abbasserebbe i tassi sui prestiti bilaterali alla Grecia, e tirerebbe fuori (chiedendoli al fondo salva-Stati Efsf) 10 miliardi di euro per far riacquistare alla Grecia il suo debito (quel ‘buyback’ che consente ad Atene di ridurre il volume del suo enorme debito, oggi al 170% del pil). Un piano che però si regge principalmente sullo spirito di solidarietà dei Paesi europei. Proprio quello che sembra essere saltato nel vertice sul bilancio, dove ognuno ha difeso solo i suoi interessi nazionali. (Source) 

Basterà? Secondo me questi buoni propositi sicuramente faranno la solita cosa. Compreranno tempo. Intanto però anche gli “scommettitori” della finanza già presi in esame in passato hanno ripreso fiducia. Secondo loro la possibilità di un’uscita di un paese dall’Euro nei prossimi mesi e nella fattispecie prima del 31/12/2013 è diminuita parecchio.

Che dire, la scommessa vera è ipotizzare, a dicembre 2013, una situazione in Eurozona, dal punto di vista sociale, ancora “difendibile”.

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DT

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