GRECIA: crisi irrisolvibile, e alla fine pagherà la comunità internazionale

Pubblicato 22 Novembre 2012 Aggiornato 7 Agosto 2014 13:05

Una storia infinita, ricca di rinvii e di “nulla di fatto”. Dopo l’esito negativo dell’ultimo Eurogruppo, ora si aspetta lunedì, alla Troika (Commissione Europea, FMI e BCE).
Anche perché la situazione come ben sapete non è solo molto complessa. E’ semplicemente …irrecuperabile!

340 miliardi di debito, praticamente tutto in mano agli esteri, che quindi hanno il coltello dalla parte del manico e porteranno Atene nella direzione che più conviene a loro. Germania in primis.
Un debito PIL assolutamente furoi controllo. L’anno prossimo raggiungeremo il 190% del rapporto debito PIL. E l’illusione delle istituzioni internazionali è rivedere questo ratio al 120% entro il 2020. Ma per favore! E siamo realisti! E’ fisicamente, umanamente ed economicamente impossibile!
Ora tutti si chiedono che cosa può succedere.

Cosa accadra?

Io escludo un ulteriore haircut, ovvero una nuova tosatura sull’ammontare nominale del debito.
Possibile un intervento della BCE direttamente con un SMP speciale. Decisamente discutibile. Oppure c’è chi parla di un buyback dell’EFSF. Non ci credo. Molto più probabile, secondo me, un intervento di ristrutturazione che vada a colpire tasso e scadenza. Quindi rendimenti più bassi e allungamento del debito. Un nuovo OSI (Official Sector Involvement) che va a coinvolgere i creditori internazionali. Lo vedremo presto. Intanto però la Grecia ha bisogno di soldi. E (quasi) subito.

Se fosse come ha spiegato Goldman Sachs la scorsa settimana, ci vorranno altri 80 miliardi di euro supplementari fino al 2020. Una cifra ancora bassa, dato che una proroga di due anni sul programma di consolidamento fiscale, secondo l’ultimo rapporto della troika, potrebbe costare circa 33 miliardi di euro. Soldi a cui bisogna aggiungere i circa 10 miliardi di euro per il buyback e i 44 miliardi per le prossime tre tranche di aiuti (comprese quelle per la ricapitalizzazione degli istituti di credito). E tutto solo per l’intervallo temporale da oggi al 2016. (Source)

Poi, a tutto questo, occorre aggiungere le problematiche politiche (come gestire politicamente, all’interno, una situazione così disastrata?) e sociali (la gente inizia ad avere fame…).
Alcune fonti parlano (UBS)  addirittura di una possibilità tanto folle quanto però risolutiva. Il condono del debito. Beh, se si faranno ancora un paio di OSI, ci andremo vicini…

Però…i greci stanno facendo qualcosa? E cosa possono ancora fare?

Occorre però anche dire una cosa. Siamo sicuri che la Grecia stia veramente facendo quello che deve e che gli viene chiesto? E se non li ha fatti, che spazio di manovra troviamo per i prossimi anni? E’ un paese ormai allo stremo delle sue forze…

Come ha ricordato di recente l’americano Charles Dallara, capo dell’Institute of International Finance (IIF), il Pil reale in due anni è crollato dell’11,7% invece dell’atteso 6,5, la domanda interna del 15% invece del 7, la disoccupazione è schizzata al 25% invece che fermarsi al 15%.
Non sono scostamenti da poco. Ora il rischio è che la cura si riveli peggiore del male da curare, visto che dal 2010, cioè dal primo piano di salvataggio, il debito greco è sempre cresciuto ben oltre le previsioni: nel 2011 doveva fermarsi al 145,1% del Pil e invece ha sfiorato il 171%. Quest’anno sarà del 175,6 invece del 148,6. Nel 2014 viaggerà oltre il 190% quando secondo i piani doveva fermarsi al 144,3%. Ma visto che l’indigestione di austerità si è rivelata controproducente mandando il debito ellenico fuori controllo indipendentemente dai greci, come reagisce l’Europa che pure non è estranea al problema? (Source)

MORALE: diventa difficile poter lavorare sulla Grecia senza apportare nuove perdite ai creditori, questo se si vuole tenere la Grecia nell’Euro e la si vuoel salvare. Ma è palese che i costi dovranno essere accollati alla comunità internazionale. Non vedo altre soluzioni.

STAY TUNED!

DT

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