Shadow Banking: la finanza ombra mette a rischio il sistema finanziario globale

Pubblicato 20 Novembre 2012 Aggiornato 7 Agosto 2014 13:06

OTC, hedge funds, derivati. I protagonisti della “finanza ombra” sono sempre più imponenti.

Quante volte su questo blog parliamo di tutto quanto è speculazione e quante volte abbiamo discusso sulla necessità di una regolamentazione condivisa, proprio per evitare che tutto il sistema vada “out of control”.

Il FSB (Financial Stability Board) ha diffuso i dati riferiti a fine 2011 su quella che viene definita la “finanza ombra” ovvero lo SHADOW BANKING.
Tutto quanto viene transato e negoziato al di fuori dei mercati, un settore che cresce a ritmi forsennati: oltre 6 mila miliardi di dollari all’anno.
Oggi questo shadow banking vale una cifra spropositata, ben il 111% del PIL mondiale, un qualcosa che quindi si avvicina molto alla metà di TUTTI gli asset mondiali bancari quotati (circa 130 miliardi) e circa un quarto di tutto il sistema finanziario.E’ cresciuto negli utlimi 10 anni di circa 41 mila miliardi di dollari e siamo a livelli superiori di quando, in pieno Far West finanziario, Lehman Brothers fallì.

No, occhio, nulla di illegale. E’ tutto assolutamente regolare. Tutto questo è permesso. Ma è fuori dai sistemi tradizionali. E’ come guidare su delle strade nella consapevolezza che nessuno farà certi tipi di controlli e monitoraggi. Voi come vi comportereste su queste strade? Ecco, le banche e le grosse istituzioni finanziarie fanno su questi mercati il buono ed il cattivo tempo, ribaltandone però gli effetti anche sui mercati tradizionali.

L’impatto volumetrico dello SHADOW BANKING

 

E in questo calderone potete trovare di tutto. Fondi monetari, veicoli strutturati fuori bilancio, repo market, derivati, obbligazioni, assicurazioni “monoline” e in generale tutte le asset class quotate over the counter contribuiscono a creare lo Shadow banking e con esso «quei rischi sistemici» che se non monitorati attentamente possono amplificare la reazioni dei mercati quando la liquidità viene meno.
Capite benissimo che in questo momento delicatissimo a livello di crescita mondiale, un sistema di “Shadow banking” così articolato e grande rischia di essere una vera bomba sia per volumi che per ingestibilità.

Ora,  provate ad immaginare una crisi di liquidità di questi intermediari NON bancari (Nbif). Cosa accadrebbe? Beh, signori, ve lo lascio immaginare. Una crisi totalmente ingestibile che metterebbe a rischio l’intero sistema finanziario globale, non chè determinante arre dove queste istituzioni operano. Anche perchè, non dimentichiamolo, queste istituzioni lavorano a LEVA e quindi con rischi ancora maggiori rispetto alla media.

Dite che faccio terrorismo finanziario? Mi spiace, questo non è terrorismo. E’ informazione. Che vi piaccia o no.

STAY TUNED!

DT

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