CROAZIA: benvenuta nell’Unione Europea (si fa per dire)

Pubblicato 2 Luglio 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 09:54

L’Unione Europea ufficializza l’ingresso del paese numero 28. La Croazia.

A festeggiare ovviamente è sopratutto la stessa Croazia, ovvero l’entrante, un ulteriore anello debole che va ad aggiungersi ad un sistema economico già debilitato, disunito e che fa acqua da tutte le parti.

«Questa notte non scappiamo, restiamo qui con le nostre nuove pesanti responsabilità – ha detto il premier croato Zoran Milanovic – e tendiamo la mano agli altri Paesi di questa regione assieme ai quali facemmo una comune lotta contro il fascismo, per la solidarietà e la libertà. Un successivo terribile periodo bellico ci ha divisi dalla Serbia, ma oggi possiamo dire che quello che abbiamo fatto è stato un percorso giusto che ci ha portati a essere un grande Stato che ha raggiunto standard molto elevati nella difesa delle libertà e nella tutela delle minoranze. Uno Stato che si sente parte dell’Occidente, ma vuole essere un ponte con i Balcani che ritiene altrettanto importanti anche per le tradizioni che guardano a Est, perché il Mediterraneo è oggi un punto di unione». (Source)

Già, il pensiero va subito a Sarajevo e alle tante città martoriate da un conflitto bellico assurdo… Serbia, Croazia, Montenegro… non dimentichiamo mai cosa è successo, cosa hanno fatto, ed i genocidi visti negli anni più bui…

Ma lasciamo perdere tutto questo. Se la Slovenia, nostra vicina di casa ed ovviamente fortemente collegata alla Croazia, oggi rappresenta un problema per l’UE, come possiamo in prospettiva epnsare che la Croazia non rischi altrettanto? Forti sforzi per entrare nell’UE. Ma il conto si presenterà più avanti. E’ una storia che si ripete ciclicamente e colpirà anche la Croazia.

Intanto credo di poter dire che l’Unione Europea poteva sopravvivere anche SENZA la Croazia, che alla fine chi ci guadagna sarà di certo la Croazia stessa e a rimetterci saranno gli altri anelli deboli (perché abbiamo visto, va sempre a finire così).

Certo, nel giorno dell’ingresso tutti siamo amici e tutti siamo felici. Paroloni di integrazione e solidarietà da ogni dove, come deve essere in una farsa politica di convenienza. Per i croati, così si dice, si è avverato un sogno. Addirittura! Forse è meglio dire che si è trovato un appiglio per sopravvivere alle spalle degli altri. Anche perché ce la ritroviamo in piena crisi economica, con un disoccupazione al 20% e un Prodotto Interno Lordo del 40% piu’ basso della media europea. Al di là delle celebrazioni ufficiali, molti paesi, tra cui la Germania, intendono limitare l’ingresso dei lavoratori croati. In Italia, è soprattutto la regione Veneto a chiedere una moratoria di due anni.

Scusate ma inizio ad essere stufo, come italiano, a dover sempre e solo subire. Tanto già sappiamo che se ci saranno i benefici, andranno a favore di altri (una a caso? La Germania) e se ci saranno grane…

STAY TUNED!

DT

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