DAX long term: Fibonacci sempre docet
Diamo un’occhiata anche al DAX settimanale: minimo 2187 marzo 2003, max 8253 dicembre 2007. Notare quanti minimi e massimi relativi sono appoggiati sui ritracciamenti di fibo; anche le trendline di fibo danno un’indicazione importante sui livelli chiave (inflection point) in grado di mutare scenari di medio e lungo termine.
Cosa dedurre
Considerando che anche alla fine della bolla internet nel marzo 2000 il massimo del dax si attestava a 8136 cominciamo col dire che tutto ciò che è successo dal 2000 a oggi è una correzione di tutta la storia passata del Dax, dalle origini al 2000.
E oggi in questa correzione ci siamo dentro fino al collo, proprio in mezzo al pantano di lungo periodo avendo intaccato ad agosto il ritracciamento del 50%.
Qui a differenza di SP500 il ribasso iniziato dal top del maggio scorso ha compromesso con assoluta certezza il bull market del marzo 2009; questo è bear a tutti gli effetti con primo target 4500 area ed è evidente che qui le tensioni europee hanno inciso di più.
Il pattern più probabile di questa discesa (inversione) è uno zig zag (ABC) dove l’onda A potrebbe essere terminata col minimo di settimana scorsa a 4962. Lecito aspettarsi un pullback significativo anche esteso per qualche mese (onda B) fino ad un max di 6500 e poi onda finale C per nuovi minimi che per ora li vedo compresi fra 3600 e 4500; solo a fine onda B se ne potrà fare una proiezione quantitativamente più precisa. La mancanza di un chiaro indizio di formazione di onda B dovrebbere preoccupare ancora di più i rialzisti di posizione.
Sopra 6500 con le necessarie conferme potremo dire che l’attuale bear di medio lungo è terminato.
Dal 2000 a oggi notiamo le classiche 5 onde di un triangolo correttivo di lungo periodo.
Il ritorno sopra il max del maggio scorso aprirebbe uno scenario rialzista importante, con possibili massimi epocali, ma per ora è solo un sogno.
Operativamente
Anche qui attendere il fomc ed essere operativi da giovedì.
Se Bernanke entusiasma allora entriamo in onda B: mettersi subito long con target fra 6000 e 6100; in quest’area prendere profitto e girarsi short con stoploss a piacere (dipende se si fa trading intraday o con overnight)
Se Bernanke non entusiasma o delude: solo short con target 4970; sulla rottura si dovrebbe puntare anche a 4500.
Aggiornamento del giorno dopo
Ecco qui il mio conteggio elliottano del nuovo bear market; io parto dal presupposto che ad inizio 2000 è partito un’onda correttiva di grado supercycle che si sviluppa secondo il pattern del triangolo a cinque onde (cycle) ciascuna costituita da tre sottoonde primary. Quindi ora ci troveremmo nella [E] cycle che si sta sviluppando come un potente zigzag; l’onda A dovrebbe essere terminata il 13 set con una V major INCOMPLETA quindi anomala per cè in tre sottoonde; dico incompleta perchè il rialzo partito dal suddetto minimo è andato in overlap annullando il conteggio di una V major in itinere. Al momento ritengo che lo scenario proposto sia il più probabile e ciò implicherebbe una ulteriore e significativa prosecuzione rialzista di breve (B primary). Ricordo che il modus operandi dell’elliottiano è: ipotizza, verifica, correggi.
Ti è piaciuto questo post? Clicca su “Mi Piace” qui in basso a sinistra!

