Il circolo vizioso del DEBITO PUBBLICO (da cui non se ne uscirà facilmente)

9 Dicembre 2014 09:09

Debito pubblico, interessi pagati sullo stesso e benefici dall’avallo della BCE. La Commissione Europea e l’Eurogruppo temono per il nostro deficit. Ma se non ci fosse questo scenario a tasso zero, dove sarebbe l’Italia?

L’Italia deve fare di più. Deve dare di più. L’Eurogruppo si allinea alla Commissione Europea e chiede al Bel Paese maggiore rigore. Ma che novità. Ci mancava qualcuno che ci bacchettasse, il tutto proprio qualche ora dopo il “downgrade” di S&P. Nessuna manovra aggiuntiva richiesta (almeno questo!) ma solo un avvertimento ed un appuntamento a marzo 2015 dove si farà il punto e si cercherà di capire meglio se il gap tra le parti è colmabile o meglio si è limitato.

I problemi però stanno anche in un qualcosa di molto strutturale, quasi una sanguisuga che succhia le energie ed il sangue degli italiani. E questo qualcosa è il debito pubblico (che viene ampliato dal deficit di cui si parla sopra) che ormai ha raggiunto livelli insostenibili. Ma permettetemi di fare un paio di ragionamenti a prescindere.

Troppo spesso ci si ritrova a fare “i conti senza l’oste”.
A volte mi sono anche ritrovato a discutere con i No-Euro sull’eventuale uscita del paese Italia dalla cosiddetta Europa. Un progetto che deve comunque essere rivoluzionato se si vuol avere un futuro costruttivo e credibile.
Non voglio in questa sede tornare a parlare sulle solite questioni relative alla convenienza o meno dell’Euro. Voglio solo farvi vedere questo interessante grafico che ho trovato sul sito di Bankitalia,  all’interno del Supplemento del Bollettino Statistico.
Illustra il costo del debito pubblico, inteso come interessi pagati alla collettività sui nostri titoli di stato.

spesa-per-interessi-debito-pubblico-italiaGuardando questo grafico mi sembrano chiare due cose.

La prima è che il costo dei nostri interessi oggi pesa sul nostro PIL per quasi 5 punti percentuali. Sissignore, il 5% del nostro PIL lo dobbiamo destinare a pagare gli interessi sul nostro debito pubblico. Sapete cosa può significare questo in ambito di ripresa economica, investimenti e quant’altro?

Le seconda è che dobbiamo ringraziare, sotto questo punto di vista, la decisione dlela Bce di mantenere i tassi a zero per un considerevole periodo di tempo, fungendo poi anche da garante sul nostro debito che, nel frattempo non ha fatto che crescere.

debito-pubblico-crescita-progressiva

Senza la BCE dove sarebbero i tassi sui nostri BTP? E quanto cambierebbe (al rialzo) quel già pesantissimo dato del 5%? E soprattutto…sarebbe poi sostenibile?
Questo secondo grafico rende un pochino meglio l’idea…

spesa-per-interessi-eurozona-italia

Guardate come è diminuita la spesa per gli interessi sul nostro debito. Aggiungiamo poi però che, nel frattempo, il nostro debito è sempre e solo cresciuto, quindi un eventuale aumento dei tassi di interessi (non di breve periodo ma per un periodo medio-lungo) cosa comporterebbe? Beh, è ovvio: il debito, a causa di un aumento considerevole dei costi sugli interessi, salirebbe alle stelle, in modo incontrollabile, rendendolo inesigibile. Se poi andiamo a vedere le “scadenze” di bond con gli interessi del nostro debito pubblico, noterete quanto è importante che i tassi restino a ZERO ancora per un pò di tempo.

Scadenze capitale ed interesse debito pubblico italiano

debito-pubblico-italiano-scadenze-capitali.interessi-ddisA questo punto lascio a voi tutte le elucubrazioni sulla vicenda, sul fatto che convenga o no l’Euro, su quanto sia importante o meno l’avallo della BCE, oppure di quanto sia giusto o meno il downgrade di S&P.
Perché, obiettivamente, che cosa merita l’Italia?

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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