AFTER MEETING BCE: proiettili d’argento per Draghi
Mario Draghi contro tutti: il quantitative easing ci sarà se le cose continueranno a peggiorare. Ma quando, è impossibile saperlo con certezza. Il mercato si aspettava più informazioni che il presidente BCE non poteva dare.
L’incontro di ieri è stato come temavamo, costellato da emozioni, ovvero dubbi, sorprese ed alti e bassi che alla fine hanno generato volatilità.
Non possiamo quindi negare che i nostri timori, chiaramente spiegati in QUESTO POST, erano quantomai fondati. Sulla carta era un Meeting BCE facile, quasi ovvio. Invece così non è stato. Dopo un avvio piatto, la nostra borsa è prima salita di oltre un punto e mezzo, per poi precipitare anche di due punti e mezzo.
Signori, era un bel po’ che non vedevo in intraday un 4 punti di volatilità.
Ma cosa è successo nel dettaglio?
Nella mia cronologia di twitter potrete trovare tutti gli appunti in “real time” scritti a commento di quanto stava accadendo in diretta.
Cerchiamo di sintetizzare e soprattutto interpretare.
Innanzitutto è sembrato di assistere ad un tira e molla.
Un Draghi che sembra ispirato ma che poi frena ogni volta che arriva sull’orlo del precipizio. E quel precipizio è il mandato entro il quale la BCE deve e vuole stare.
E chi troviamo a Guardia di quel mandato? Ovviamente la Bundesbank, che come è sempre è critica e abbastanza riluttante sulle proposte più aggressive di Draghi.
Ma facciamo attenzione. Draghi NON ha detto che NON farà il QE. Ha fatto invece intendere che se lo scenario peggiorerà, allora arriverà il quantitative easing europeo. Ma quando, questo nessuno lo sa.
Intanto però l’economia va male e l’inflazione continua a scendere. Il che fa capire che se lo scenario continuerà a deteriorarsi, sarà praticamente normale passare al QE anche senza avere il voto unanime del consiglio.
Chi sperava di ottenere maggiore chiarezza è sicuramente rimasto deluso.
Solo su una cosa è stato chiaro:
“in ambito QE abbiamo valutato di comprare qualsiasi asset, tranne l’oro” (M. D.)
A seguito di questa frase, come se il mercato invece scontasse l’opposto, l’oro ha virato velocemente al ribasso.
Ecco, se non lo avevate capito che questo è un mercato che vive solo di fuffa, speranza ed emozioni, beh, ora ne avete la certezza.
“Voglio essere assolutamente chiaro, non tollereremo una prolungata deviazione dalla stabilita’ dei prezzi”
Altra frase sibillina di Draghi ma molto chiara: parafrasando, signori siate certi che se lo scenario peggiora, in qualsiasi caso, non so come dove e quando, sarà QE. Anche se la Germania si opporrà.
I cinque punti chiave
Ricordate i cinque punti chiave citati nel post di ieri?
Ecco come oggi, dopo il Meeting, mi sentirei di rispondere a quelle questioni.
1) quando il QE? Nessuno lo sa. Nessuna certezza. Tutto è relativo. Il mercato ne è rimasto deluso. Sinceramente mi sarei sorpreso di ottenere di più da Draghi. Solo all’occorrenza ci sarà un QE. Sempre se mai ci sarà.
2) il QE su cosa? A questa domanda ho risposto prima. QE possibile su TUTTO tranne che sull’oro. Ed ecco che già in rete gira la voce del “silver bullet” di Draghi
3) Il QE con quale maggioranza? Ho anche su questo tema detto prima. Draghi ha ribadito che se sarà il caso, si arriverà al QE anche se qualcuno NON sarà d’accordo.
4) Inflazione: stime su inflazione e crescita sono ulteriormente calate. Un assist per un possibile QE, se la situazione continua a peggiorare (ribadisco)
5) Petrolio: mette in allerta Draghi. Il quale dice di monitorare con attenzione il suo andamento, proprio per le sue dinamiche inflattive. Però occhio che potrebbe anche essere un incentivo alla crescita. Anche in questo ambito, ben poche certezze.
Fate la somma di tutto ed oterrete un bel punto interrogativo. Il mercato ieri cercava invece certezze. Il risultato lo vedete nel -2.77% di Piazza Affari.
Inflazione All Items vs Core
REMIND
Voglio però ricordare per l’ennesima volta quali sarebbero gli effetti del quantitative easing secondo il mio punto di vista.
Ipotizziamo quindi un QE della BCE:
1) in borsa ci si muove prima della data della partenza in quanto i mercato prendono posizione prima comprando gli asset oggetto del QE
2) rally dei titoli obbligazionari, in particolar modo dei periferici. BTP con spread che potrebbe tranquillamente scendere sotto i 100 bp
3) aumenterà sensibilmente la liquidità in circolazione che verrà utilizzata dalle banche in primis per comprare altri titoli, tra cui anche azioni e poi…forse…
4) qualcosa verrà utilizzato anche per l’economia reale. Ma già oggi vediamo che non è una questione di liquidità. Il cavallo non beve, come ricordava ieri un nostro eccellente lettore.
5) Possibile un ulteriore abbattimento dello spread dei finanziamenti, oggi ancora tra i più elevati in Eurozona. Ma non illudiamoci, non sarà certo questo a far decollare i prestiti in banca
6) Indirettamente quindi ci saranno più acquisti, più sviluppo e più inflazione. Questa però è la teoria. Il rischio è che il meccanismo di fermi al punto 3)
Resto del parere che quando il problema è strutturale non c’è QE che tenga. I problemi vanno ben oltre alla politica monetaria e chi ci segue lo sa che l’ho ripetuto fino alla noia. Ma forse Mario Draghi continua ad essere abbagliato dalla finanza e non dalla realtà, vivendo l’illusione di ripetere la favolosa storia americana che, però, ricordiamolo, non è paragonabile a quella europea dove, tanto per cominciare, l’Unione Europea è Unione, puramente illusoria sotto TUTTI i punti vista, mentre gli USA sono una nazione unica ed unita con una vera banca centrale UNITA, la FED.
O forse Draghi cerca di fare tutto quello che può e che riesce. Ma qualsiasi cosa faccia, non sarà mai abbastanza. Ovviamente solo secondo il mio punto di vista.
STAY TUNED!
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