DEBT CEILING: i tre scenari possibili e le conseguenze sui mercati finanziari

La vicenda sul DEBT CEILING, ovvero il tetto del debito USA che è causa di grandi discussioni politico economiche per l’economia più potente del mondo, sta tenendo banco su tutto il web.
Io non credo che gli americani siano tanto stupidi da non trovare un accordo che non vada a compromettere in modo così assurdo la situazione. Ma di questi tempi non mi sorprenderei più di nulla.
Cerchiamo però di capire cosa può succedere, mettendo sul piatto le varie che possono succedere, prendendo anche spunto da alcuni report letti nelle ultime ore:
IPOTESI 1: il tetto del debito viene aumentato, la Casa Bianca si inventa un piano fiscale credibile e in questo modo viene anche evitato il downgrade.
E’ lo scenario in assoluto migliore. In questo caso il Dollaro USA avrebbe spazio per riprendersi, in particolare contro le valute del G10 (perché sulle altre mantengo da sempre un giudizio bullish)
IPOTESI 2 : Il tetto del debito viene aumentato, ma non si trova un accordo per un piano fiscale credibile. Si raggiunge un compromesso di breve termine e nulla più.
In questo caso il downgrading dovrebbe (condizionale) essere cosa certa, in particolar modo da parte di S&P, mentre magari Moody’s e Fitch, ultimamente più moderate, potrebbero restare in stand by, almeno per il momento.
Il Dollaro Usa in questo caso potrebbe essere molto contrastato, con acquisti momentanei (per un discorso di avversione al rischio, una risposta “emotiva” di tipo tradizionale) ma anche timori. Ovvio, CHF e JPY che sarebbero sempre ben comprati. Ma in un secondo tempo, il Dollaro USA rischierebbe una nuova fase ribassista dettata soprattutto sul sentiment di medio periodo e sulla diminuzione dell’esposizione su scala globale verso la valuta USA (chissà che ne pensano cinesi e giapponesi che sono carichi di debito USA)
IPOTESI 3: è l’ipotesi più drammatica. Niente accordo sul tetto del debito, niente piano fiscale condiviso, niente piano di risanamento dei conti pubblici.
Sarebbe la soluzione più tragicomica. Gli USA andrebbero in probabile “selective default” e il downgrading sarebbe garantito.
E sul mercato? Beh…signori, ci sarebbe da vederne di tutti i colori! Credo si vada ad aprire una fase di enorme volatilità, dove ci sarebbe la continuazione della corsa al bene rifugio. Ma non solo, anche della valuta rifugio. E probabilmente ci sarebbe una tale corsa al “safe haven” che potrebbe addirittura succedere quello che in pochi prevedono, ovvero una forte rivalutazione del Dollaro USA.
Motivazione? Ricerca della sicurezza. E il Dollaro USA resterà ancora, come sempre è stato, un riferimento. Ma stiamo tranquilli. Ribadisco, non arriveremo mai a tanto. O per lo meno, non me lo auguro proprio.
ELUCUBRAZIONI
Come detto, IPOTESI 3 che scarterei d’ufficio.
Ipotesi 2 ahimè altamente probabile ed ipotesi 1 che resta quella che spero diventi realistica.
Restano dunque molto difficili da prevedere e molto complesse nell’evoluzione, le prese di posizioni non solo del mercato ma anche delle varie banche centrali a seguito di eventuali downgrade e, peggio ancora, in caso di default. Il rischio cè che si crei una fase di grande volatilità e di confusione sul mercato. Tutta questa volatilità comproterebbe per forza un aumento del rischio percepito e quindi lòa chiusura delle posizioni più rischiose, con vendite di quelle asset class più volatili: equity, commodity, bond non investment grade. Ovviamente oro sempre forte e valute rifugio che mantengono il trend.
Ma preferisco fermarmi qui. Oltre si andrebbe a fare quella che in gengo si chiama la fantafinanza… In giornata uscirà un altro post mooolto interessante sul debito USA…
STAY TUNED!
DT
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