Default Grecia: no al piano di Austerity, fallimento ad un passo

6 Febbraio 2012 00:46

Ennesima telenovela per il romanzo “Grecia, tra default e ristrutturazione debito”.
Questa volta le news in arrivo da Atene non sono positive. I partiti hanno votato “NO” ad una nuova campagna di austerity. Un voto che va a compromettere in modo decisivo la possibilità della concessione di un nuovo piano di finanziamenti da parte di FMI, Commissione Europea e BCE, la cosiddetta Troika che potrebbe a suon di contanti (130 miliardi di Euro) salvare la Grecia ( o meglio mettere una toppa) evitando l’inevitabile default, in vista di una scadenza a marzo (14.5 miliardi) che la Grecia causa mancanza di disponibilità, non può rimborsare.
Brutto (e forse anche noioso) dirlo ma la Grecia è nuovamente vicina al default.

Troppi sacrifici chiesti ad un’economia in ginocchio

Le motivazioni della politica greca sono persino condivisibili: imporre nuovi sacrifici, tra cui la riduzione dei salari, in un paese sull’orlo della disperazione, già in recessione profonda, e con una disoccupazione al 19%, è non solo impopolare. A questo punto la Grecia predefisce tentare il tutto per tutto e lasciare che il tempo faccia il suo corso. Scelta molto pericolosa sia per la Grecia, che ovviamente va verso il fallimento, con una serie di problematiche che ancora i greci non possono nemmeno immaginare. Ma attenzione, non dimentichiamo mai che Default Grecia significa anche Euro Caos. I mercati puntavano su una soluzione “diplomatica”, sicuramente difficile ma alla fine necessaria per tutto il sistema economica. Quesa soluzione sembra non voler arrivare.

ATHENS Feb 5 (Reuters) – Talks among Greek political leaders on reforms needed for a new IMF/EU bailout for the country will continue on Monday, far-right leader George Karatzaferis said on Sunday.
Asked whether the leaders of the three coalition parties had reached an agreement, Karatzaferis told reporters: “We will continue tomorrow.”
His LAOS party is in the coalition of Prime Minister Lucas Papademos, along with the conservative and socialist parties.
“I won’t contribute to the explosion of a revolution due to misery,” Karatzaferis added

E ora, che succederà? Papademos tenterà di incontrare domani la politica greca e di farla ragionare. E poi si spera in un colpo di coda del cosiddetto PSI, ovvero i possessori del debito privato, coloro che con una ristrutturazione potrebbero ancora mettere in forse il fallimento della Grecia. Peccato eprò che, come detto in passato, al PSI alla fine conviene far fallire la Grecia in quanto col default incasserebbero più soldi (probabilmente ) che con una ristrutturazione effettuata non alle loro condizioni.

ATHENS Feb 5 (Reuters) – Leaders of the three parties in the Greek coalition government must respond to proposals made by the country’s international lenders for a new bailout deal by noon (1000 GMT) on Monday, a spokesman for the PASOK socialist party said on Sunday.

La parola adesso passa ai mercati. Il default Grecia potrebbe essere un imprevisto che rovina inesorabilmente i bei piani recentemente attuati per ricostruire sui mercati quella fiducia che ormai mancava da tempo. Fiducia che rischia di squagliarsi in un amen, trasformandosi nell’ennesima tragedia. Greca.

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DT

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