Dexia: come si è arrivati a tanto e cosa succederà

Non solo bond Grecia. Gli scheletri nell’armadio si chiamano subprime. Elenco degli incredibili elementi dell’ennesima storia di malagestione bancaria (Aggressiva). E per Dexia Crediop…
Dexia è la banca del momento. E Dexia-Crediop è sicuramente la paura ricorrente per i tanti risparmiatori italiani che hanno investito in bond di qeusta banca Italo-belga.
Ma andiamo con ordine. Innanzitutto sapete perché Dexia è andata in crisi in questo modo “rapido ed inesorabile”?
E’ successo che la banca Dexia, con forte capitale pubblico, ricordiamolo, aveva investito il 39% del suo portafoglio in obbligazioni Made in Greece. Ebbene si, bond greci. Tutto qui? Ma assolutamente no. Infatti si è venuto a scoprire che la banca era anche carica di MBS, CDO, ABS e tutta una serie di quelle obbligazioni che hanno reso celebre il default di Lehman Brothers (ve li ricordate i mutui subprime?), che Dexia aveva in portafoglio e che non erano MAI state svalutate. E così, dopo un penultimo trimestre “magicamente” in utile, ecco che inesorabilmente “il troppo stroppia” e la Dexia si trova costretta a dover ammettere che qualche problema c’è. E quindi decide di svalutare UNA PARTE dei titoli in portafoglio, denunciando una forte perdita. Il problema che solo UNA PARTE della monnezza presente è stata svalutata. Il resto, vedrete, salterà fuori a breve.
Tutto questo ha generato un effetto a catena devastante. Innanzitutto il logico crollo di borsa. Ma soprattutto è avvenuta una cosa gravissima per una banca: infatti nella giornata di martedi sembra proprio che i correntisti abbiamo preso paura e si siano decisi a “emigrare” con i loro contanti in lidi più sicuri. Morale: prelevati 300 milioni di Euro dai conti correnti. Ma vi immaginate cosa significa per una banca una situazione del genere? E’ il classico scenario stile inizio default Lehman Brothers che ti porta all’immediato fallimento. Ma poi…
OPPPSSS…. Arrivano i nostri!!! E difatti nella stessa giornata di martedì mi risulta che la BCE, mamma Santa mitica BCE, ha prestato ad una banca NON definita la modesta cifra di 500 milioni di Euro di cash.
Tutto spiegato e tutto chiaro. Se la matematica non è un’opinione i conti tornano.
Questi sono i fatti. Ma ora permettetemi alcune elucubrazioni.
Estate 2011. Si sente la necessità di rifare gli stress test. Ma questa volta si giura che SI FARANNO SERI. Quelli precedenti erano farlocchi. In QUESTO POST vi parlavo dei rischi su Banco Popolare e in QUESTO POST vi davo i risultati dell’indagine.
Gli otto istituti bocciati sono le greche Atebank ed Eurobank, l’austriaca Volksbanken e le spagnole Caja 3, Banco Pastor, Catalunya Caixa, Unnim e Cam. Le otto banche bocciate devono raccogliere 2,5 miliardi di euro di nuovo capitale presentando un piano entro il 15 ottobre per riportare il Core Tier 1sopra il 5% entro fine anno.
Qualcuno legge il nome di Dexia? No, scusate, non ci siamo capiti. Vi sto dicendo che in Europa c’è una banca che ha il 39% di bond Grecia in portafoglio PIU’ una valanga di titoli subprime ancora non svalutati. Non può non esserci. DEVE ESSERCI! E cercate bene santa miseria…
No, mi spiace, avete proprio ragione… Non esiste il nome Dexia…
ENNESIMA PRESA PER I FONDELLI!!!!
Ma non è finita qui… Infatti sembra proprio che la decenza abiti altrove e non ci siano limiti… Infatti secondo il FT, sembra proprio che le banche Europee saranno nuovamente protagoniste di nuovi stress test. Già nei prossimi mesi.
EU banks are about to face a new stress test which will force them to evaluate their financial position if they have to write down their Greek sovereign debt, according to the FT.
The European Banking Authority has been asked to compile a new set of stress tests that will examine how much capital banks will need in the event of a Greek default.
That’s according to senior officials involved in the process. They added that this was not a sign EU leaders thought banks were on the verge of default. Instead, they said, it’s the first step towards bank recapitalizations. (Source)
Ma stiamo tranquilli, ad ore arriverà il salvataggio governativo Belga o FrancoBelga. E magari poi un bello spezzatino. Con il coinvolgimento del ramo Dexia-Crediop che però gode di buona salute e che quindi non dovrebbe essere intaccato direttamente dal rischio defautl di casa madre (poi di certo c’è solo la morte…)
Dexia Crediop: la banca fa utili, il problema è casa madre
Un utile netto semestrale di 42 milioni di euro (+35%), una buona quota di mercato nel settore delle amministrazioni pubbliche, una storia quasi centenaria e un presidente di prestigio quale Mario Sarcinelli. La controllata italiana di Dexia, la Dexia Crediop, può contare su questi numeri di bilancio e su una reputazione solida,ma ora attende di sapere le decisioni del piano di ristrutturazione della casa madre per sapere quale sarà il suo destino in caso di ‘spezzatinò del gruppo franco-belga.
Secondo indiscrezioni della stampa belga Dexia Credit Local, la controllata italiana Crediop e la spagnola Sabadell potrebbero essere scorporate in una “bad bank”, supportata da garanzie dal Belgio e dalla Francia. (…) Dexia Crediop è controllata al 70% dalla banca franco-belga ed è partecipata dalla Banca Popolare di Milano, dal Banco Popolare e dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna con una quota del 10% ciascuna. (Source)
Staremo a vedere come va a finire. Un’ultima cosa: un sassolino che mi voglio togliere dalla scarpa. Vi sembra giusto, normale e corretto che uno Stato, ovvero denaro pubblico, entri in modo massiccio nel capitale della banca, SALVANDOLA dal default, senza poi intervenire a livello di management? Il periodo di vacche grasse E’ FINITO, se il denaro dei cittadini viene utilizzato per salvare le banche, lo Stato deve entrare nel merito della gestione delle banche. Questo può significare “nazionalizzare“. Ma è un delitto?
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DT
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