Dove si è vista la VERA crescita economica?

Pubblicato 11 Aprile 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 06:55

I paesi con maggior crescita economica sono in condizioni economiche disastrate. Ma attenzione, in Europa ed in USA chi soffre la fame sta salendo a dismisura. E’ globalizzazione anche questo.

L’Incubo crescita economica sta tormentando il nostro paese da anni. Crescere, crescere, crescere…occorre crescere.

Nel 2014 l’economia italiana andrà come quella della Grecia e, peggio di queste, faranno solo solo Finlandia, Slovenia e Cipro. Sono le previsioni contenute nel World Economic Outlook (Weo), il rapporto sull’economia globale redatto dal Fondo monetario internazionale. Secondo le previsioni del Fmi l’economia dell’Eurozona tornerà a crescere, seppur di poco, nel 2014, anno in cui farà registrare un +1.2%. Mentre meglio farà l’economia globale che crescerà del 3.6%. Nel suo documento il Fondo Monetario torna quindi a chiedere alla Bce un maggior allentamento monetario per favorire la crescita, ancora troppo debole, ed indica l’unione bancaria come riforma fondamentale per scongiurare future crisi. In una quadro sostanzialmente positivo, almeno rispetto al recente passato, l’Fmi non esclude un rischio ricaduta per l’Europa, rischio cui assegna un non indiferente 20% di possibilità di verificarsi. Tagliate infine le stime di crescita dell’economia russa su cui pesano i recenti sviluppi sul fronte dell’Ucraina e i relativi rischi geopolitici. – See more at: RAINEWS

E allora vediamola sta benedetta crescita economica e cerchiamo dove realmente la si può trovare.

Ma voi sapete quali sono i paesi che maggiormente sono cresciuti negli ultimi 10 anni? A raccontarcelo è un articolo de L’Economist . In questo 2014 l’economia dei paesi dell’Africa sub-sahariana crescerà ad un ritmo del 5,4% rispetto all’anno precedente, secondo le ultime stime contenute del World Economic Outlook rese note ieri dal Fondo monetario internazionale (FMI). Sottolineando come la crescita delle economie in Africa prosegui ad un ritmo molto sostenuto, in aumento rispetto al 4,8% registrato lo scorso anno e atteso ancora in crescita fino al 5,5% nel 2015, i dati resi noti dal FMI mostrano tuttavia una contrazione rispetto alle stime diffuse lo scorso ottobre, quando per il 2014 il FMI aveva previsto nel suo Regional Economic Outlook for sub-saharian Africa una crescita del 6%, una percentuale già lievemente più bassa rispetto al 6,1% stimato qualche mese prima.

La classifica

10 ° posto per il Mozambico : Questo paese africano è cresciuto al 7,3% all’anno negli ultimi dieci anni . Ha goduto di grande stabilità politica. Nonostante la sua enorme crescita, il Mozambico è uno dei paesi più poveri, con aspettativa di vita inferiore alla media e maggiore disuguaglianza sociale.

9 ° posto per l’India con un +7,4% annuo . L’India è uno dei paesi più rapida crescita economica con maggiori disuguaglianze. Paese molto burocratico e molto corrotto.

8 ° posto per il Rwanda con il 7,7% annuo . Questo piccolo paese nei Grandi Laghi dell’Africa centrale, è molto densamente popolato (12 mil abitanti). E’ anche riuscito ad abbassare il suo debito/PIL dal 90% al 25% di oggi.

7 ° posizione Uzbekistan con il 7,7% . Una crescita legata soprattutto alle risorse minerarie (petrolio, oro e cotone) .
Pensate che in passato questo paese ha conosciuto la vera iperinflazione (1000%), ma oggi la situazione si è normalizzata con un +10% circa di tasso inflattivo.

6° posto per la Cambogia con il 7,9% annuo . Il settore economicamente più importante è l’agricoltura (riso e kiwi), seguita dal turismo. La Cina è l’investitore principale.Secondo l’UNICEF, è il terzo paese al mondo con più mine antiuomo. Quindi un paese che partiva da zero, per intenderci…

5 ° posto per il Ciad con il +8,5% . E’ considerato il settimo paese più povero al mondo dall’ONU. Oltre alle recenti esportazioni di petrolio, l’economia del paese sta crescendo ad un ritmo forte grazie a cotone e agricoltura. Alcuni anni fa, Exxon Mobil, Chevron e Petronas hanno investito $ 3.700 milioni in questo paese. Anche qui si è evidentemente partito dal nulla…

4 ° posto per la Birmania (Myanmar) col 9% annuo. E’ cresciuta dopo un lungo periodo di dittatura militare, grazie al settore agricolo, che rappresenta il 40% della sua economia.

3 ° posto per l’Etiopia al +9,5% annuo. Il merito in questo paese, popolato da 94 milioni di persone, è che deve la sua crescita non al petrolio, ma all’agricoltura e l’allevamento . L’Etiopia è uno dei paesi più poveri è quindi anche in questo caso è stato molto più facile avere grande crescita economica partendo da numeri molto bassi.

2 ° posizioni di Cina con un +10,2% annuo. E qui non abbiamo nulla da dire. Qui c’è stata qualcosa di veramente rivoluzionario che ha cambiato le dinamiche globali. E credetemi, è l’unico caso degno di nota, con l’India

And the winner is….. Angola con una crescita annuale del 10,3% . Gran parte della sua crescita è dovuta alle sue risorse naturali, in particolare petrolio rappresenta il 50% del PIL.

Ed eccovi la mappa riassuntiva:

Come si può vedere, nella maggior parte dei casi sono beni primari o petrolio o l’agricoltura i veri responsabili di questa crescita geometrica. Ma diciamo le cose come stanno: sono cresciuti molto perché sono partiti da un livello economico molto basso, in alcuni casi dopo una lunga guerra. Questo dà molta più importanza alla crescita cinese e indiana. Sono solo due i casi al mondo di una crescita sostenuta e continua.

E forse ci dà anche l’occasione di pensare all’Italia e alla nostra situazione. Al mondo c’è chi cresce molto più di noi, certo, però… Forse occorrerebbe non lamentarsi sempre…

Courtesy from ZeroHedge

Dite che la situazione economica dell’Eurozona è sensibilmente peggiorata e molto sono arrivati a livelli “da fame“? Vero anche questo però. Ma non solo in Italia. Questo grafico di Bloomberg ci illustra come la percentuale di persone che soffrono la fame in Europa è salito, secondo l’OCSE, in maniera non indifferente. Alla faccia della ripresa economica!  Il numero di coloro che non possono nemmeno pià permettersi il cibo, ad esempio, in Grecia è raddoppiato passando dal 8,9% del 2007 a quasi il 18% attuale. In tutta l’Unione europea, la percentuale di persone che soffrono la fame passa dal 4,6% in Germania a oltre il 30% in Ungheria. Incuriosisce che la fortissima e vigorissima nazione a stelle e striscie (USA) con un indice borsistico ai massimi si ritrova con una percentuale del 21,1% di coloro che possono permettersi il cibo. Meditate gente, meditate su cosa significa in concreto la  SPEREQUAZIONE ECONOMICA che alla fine è presente in Africa, come sopra spiegato, ma anche in Europa…e non solo.

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Danilo DT

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