DRAGHI: “Euro irreversibile”. Ma ora ci vuole il BUON SENSO!
E quando la tensione aumenta, quanto Frexit, Brexit, Italexit e tutto quello che poi ci si potrebbe inventare iniziano ad imperversare, ecco che arriva colui che con quel “whatever it takes” calmierò la situazione di tensione che si era generata soprattutto sul mercato italiano. Un discorso che diede il via ad un fenomeno di “scudo BCE” che portò poi al QE che resta tuttora in vigore e che ha fatto della BCE un enorme “hedge fund” contenente un mix di bond governativi dell’Eurozona, proprio quel contenitore che io ipotizzo (come spiegato in passato) come propedeutico ad una parziale e “tutta da decidere” socializzazione di parte del debito pubblico.
Ma non portiamo il carro davanti ai buoi, torniamo all’episodio di ieri.
Mario Draghi era atteso all’Europarlamento, per un discorso in un’occasione non proprio normale, ovvero in occasione del 25° anniversario dei trattati di Maastricht, in un momento dove tutto è messo in discussione. Dove gli stessi trattati devono essere messi in discussione. Dove l’Euro è sotto attacco e la stessa Unione Europea è messa in discussione.
Ma Draghi non demorde, il cavaliere che difende l’Euro a spada tratta mette in chiaro alcuni concetti. Non basteranno di certo a calmierare gli animi, ma sottolineano la concezione di Euro secondo il Vangelo di Draghi: una cosa è il pragmatismo e una cosa è il populismo. Non facciamo l’errore di confondere la Brexit con una ipotetica Italexit. Sono due universi diversi.
Ma ecco alcuni passaggi chiave:
“L’euro è irrevocabile e così prevede il trattato”
Vero, così dice il trattato ma siamo così certi che un paese non possa uscirne a seguito di una presa di posizione forte e netta?
“Maastricht fu una decisione coraggiosa con cui si sono creati legami che hanno resistito alla peggior crisi economica dalla seconda Guerra Mondiale”.
Fu coraggiosa ma anche drammaticamente assemblata male. E questi trattati, questi se che possono e devono essere cambiati. Proprio per il bene dell’Euro al fine di garantire al sussistenza della Moneta Unica e dei paesi aderenti, Italia in primis.
“Non siamo manipolatori del cambio”.
Su questo credo che non ci siano dubbi. Anche su questo blog ho più volte dimostrato che il cambio EURUSD è stato comandato non da manipolazioni ma da elementi di politica monetaria e differenziali di rendimenti.
“Guardiamo con preoccupazione a annunci di potenziali misure protezionistiche”
Il paese che più deve essere preoccupato è proprio la Germania, la quale dipende moltissimo dall’export USA. Eventuali dazi genererebbero danni importanti per il commercio teutonico.
“A Malta si è parlato di un’Europa a due velocità ma non è chiaro chi, cosa, come, è un concetto forse non ancora completamente sviluppato. Credo sia una visione appena abbozzata su cui certamente non sono in grado esprimere alcun commento almeno in questa fase”.
Qui entriamo nel mondo della fantafinanza. E’ stata soprattutto la Merkel ad avallare questa ipotesi che prevede un processo di integrazione a differenti velocità a seconda del paese. Ma attenzione, nessuno sa nel dettaglio cosa si intenda dire. Puzza molto di propaganda politica.
“Diversamente da una percezione diffusa, le condizioni economiche dell’eurozona sono stabilmente migliorate i rischi per le previsioni dell’eurozona restano al ribasso e sono prevalentemente legati ai fattori globali”
VERO, quanto dice Draghi sta nei numeri. C’è un problema. Come mai l’Italia invece continua ad essere fanalino di coda? Sempre e solo colpa dell’Euro o a problemi strutturali che stanno zavorrando la nostra economia in modo insostenibile?
“L’idea di ripetere le condizioni che hanno portato alla crisi finanziaria è qualcosa di molto preoccupante e l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è l’allentamento delle regole”.
Il riferimento è alla volontà di Trump di andare a cambiare le norme restrittive per le banche USA (Dodd Frank Rule). Il rischio ovviamente è di ritrovarsi in futuro con nuove Lehman Brothers. Un tuffo nel passato, come se non fosse successo nulla. Come non condividere questa cosa?
“Una società di gestione dei crediti deteriorati a livello europeo sarebbe ancora più complicata di quelle già complicate a livello nazionale”
Quindi è chiaro. Niente Bad Bank Europea con la benedizione della BCE.Ognuno dovrà gestirsi localmente gli NPL nel miglior modo possibile. Qui in Italia infatti stiamo andando alla grande. Atlante è stato un vero successo, non è vero?
CONCLUSIONI: nel discorso di Draghi ci sono molti passaggi condivisibili e molti che invece meritano di essere discussi perché profondamente contraddittori, incompleti e criticabili. Credo che l’UE, malgrado il ragguardevole 25° compleanno di Maastricht, resti un enorme cantiere aperto che rischia di trasformarsi in opera incompleta, con il rischio che, progressivamente, vada a sgretolarsi o a sciogliersi come neve al sole. Pragmatismo? Populismo? Credo sia giunto il momento del buon senso, ovvero quello che manca alle istituzioni europee per provare a cambiare (in meglio) questa Europa. Sempre che poi, nel concreto, la si voglia cambiare.
STAY TUNED!
