Draghi, il pilota automatico e il fiscal compact

L’intervento di Mario Draghi a borse aperte era quantomai atteso. Non certo per sapere se i tassi venivano tagliati (cosa che davo per esclusa in partenza) ma per sentire se si diceva qualcosa sull’Italia. E qualcosa in effetti si è detto.
In merito all’economia certamente non grandissime novità.
Tassi mantenuti bassi “finchè ce ne sarà bisogno”, consapevolezza nel fatto che i soldi in circolo ci sono ma non vanno a finanziare l’economia. Però su questo argomento non intenda fare nulla al momento. Anche perché non può certo essere un altro LTRO a cambiare le cose. Significherebbe dare il denaro alle banche, le quali però non andrebbero ad utilizzarlo dandolo in prestito alle imprese. Questi soldi finirebbero nuovamente nel calderone della speculazione e nella bolla obbligazionaria.
In ambito di fantomatica “ripresa economica”, le stime sono state leggermente ritoccate al ribasso: l’economia tornerà a crescere dell’1%, contro l’1,2 indicato a dicembre.
Poco variato il profilo dell’inflazione: oggi all’1,8%, scenderà a fine all’1,6, come previsto a dicembre, e l’anno prossimo all’1,3% (contro l’1,4% delle stime precedenti). L’inflazione è insomma destinata ad allontanarsi dall’obiettivo della Bce di stare “sotto, ma vicino al 2%”.
E questo è quanto se parliamo di politica monetaria. Ma veniamo a ciò che più ci interessa. L’Italia.
Pilota automatico inserito sull’Italia: RISK ON!
Nel momento in cui Draghi prende la parola, il BTP si rafforza, quasi come se fosse una manifestazione di fiducia al Governatore della BCE. Ed effettivamente ciò che ha detto Draghi ha rassicurato il mercato, in quanto ha raccontato ciò che sosteniamo da tempo: l’Italia ormai ha preso una strada molto chiara. Si chiama FISCAL COMPACT. Questa strada non potrà essere “cambiata” totalmente. L’esito elettorale ha fatto capire fortemente che gli italiani NON ci stanno ad una politica di sola e pura austerity, quindi non si esclude un possibile alleggerimento del patto con l’Unione Europea. Però chiunque arrivi al Governo non potrà certo rivoluzionare tutto. Che siano i grillini, il PD o il PDL, hanno la strada già segnata.
Possono magari prendere una via parallela ma sempre nella stessa direzione.
Draghi ha usato un metro di paragone interessante che spiega perfettamente la situazione. Ha detto che «La politica fiscale italiana viaggia con l’autopilota».
Simulazione paino di rientro del nostro FISCAL COMPACT
Detto in altri termini, il mercato legge così: ” non preoccupatevi più di tanto, in Italia chiunque vada al Governo dovrà fare il compitino richiesto”. Quindi NON cambierà nulla. Il “pilota automatico” porterà comunque l’Italia sulla strada voluta dall’Europa. Quindi ponetevi questa domanda: chi è che comanda? Vista la capacita della nostra class politica, vien quasi da dire che è meglio così. Però non sarebbe male, almeno a casa nostra, poter essere un pelino più liberi…
Poi se le cose dovessero andare male c’è l’OMT: però io escludo categoricamente l’utilizzo del fondo salva Stati, in quanto significherebbe ulteriori vincoli, ulteriore austerity, ulteriore dipendenza alla Troika. E le elezioni hanno chiaramente detto che questa strada NON deve essere percorsa. Ma non temiamo di essere i soli a pensarla così. Guardate la situazione della Spagna, che da mesi rifiuta l’idea di utilizzare l’OMT, oppure il Portogallo, oppure…la Francia. Si, la Francia, che inizia anche lei a scricchiolare un pochetto.
Spread del Bund vs PIIGS
Come vedete il mercato ha fiducia, ha fiducia cieca e continua a comprare titoli di stato italiani. Ma non solo. Tutto quello che ha rischio viene cercato dagli operatori. RISK ON. Tanto cosa può succedere? Il mondo va avanti col “pilota automatico”.
Fosse veramente tutto così facile…ma forse non lo è affatto…
STAY TUNED!
DT

