DRAGHI: tanti sforzi per…nulla?
Si pensava che la giornata di ieri potesse diventare una delle più importanti di tutto l’anno, quantomeno a livello finanziario.
Le preannunciate mosse di Mario Draghi potevano potenzialmente diventare un nuovo bazooka (QE3) o forse anche di più. Oppure poteva diventare un grande bluff, con tante promesse e l’utilizzo massivo del verbo condizionale.
In realtà poi, quanto è successo, almeno nell’annuncio, ha sorpreso tutti.
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Incremento di 20 ulteriori miliardi, alzando l’asticella da 60 a 80 miliardi di euro per gli acquisti mensili del quantitative easing, allargamento della gamma di asset acquistabili e altre quattro Targeted longer-term refinancing operations (TLtro) e taglio dei tassi sui depositi (-10bp) e azzeramento del tasso Repo.
Impressionante la reazione dei mercati all’annuncio delle super misure espansive di Super Mario Draghi.
Ma poi altrettanto impressionante la reazione successiva: lo temavamo ed è arrivato. Dopo un ultimo colpo di coda, ecco che scatta il “sell on news”.
Il FTSEMIB chiude quasi in parità e per fortuna che chiude prima di altre piazze, visto che invece il DAX fa un clamoroso -2.31%. Morale, un gap tra il massimo ed il minimo intraday di 5.31%, il tutto in pochissimo tempo.
E se le borse hanno ballato, il forex ha anche fatto di peggio, visto che si tratta di forex.
La domanda a questo punto è d’obbligo: è solo “buy on rumors, sell on news” oppure c’è dell’altro? Innanzitutto quello che non ha convinto sono le spiegazioni che Draghi ha dato in conferenza. Anche perché iniziare a giustificare le manovre, riuscendo a mettere in secondo piano le debolezze e le lacune economiche e finanziarie del momento, diventa impossibile.
E soprattutto, traspare quella che fino ad ora era sconosciuta. La sua insicurezza. Infatti Draghi dice:
“We have plenty of monetary-policy ammunition, and we intend to use it.”
Quindi le munizioni a disposizione sono tante e le utilizzeremo. Ma poi la precisazione:
“Come to think of it, maybe we don’t have that much.”
Ovvero, pensandoci bene, non è che ce ne siano ancora tante di munizioni.
Inoltre non convince la volontà di Draghi di inondare il mercato con tanta liquidità fine a se stessa. Ma le banche, poi, che se ne fanno di questa liquidità? Anzi, siamo così certi che le banche abbiano bisogno di tanta liquidità?
Siamo onesti, le banche sane sono piene di liquidità. Inoltre, se ci pensate bene, tassi così bassi rappresentano per le banche una sorta di “imposta” da pagare alla Bce, in particolar modo quelle più liquide. Però il QE3 alimenterà ulteriormente la bolla sui bonds, visto l’allargamento del QE3, come da tabella sopra esposta. Forse Draghi dà una ulteriore mano a chi è già indebitato e che, grazie a lui, avrà un costo del debito ancora più basso. Ma a parte questo, ci vuole (come dicevo ieri) una politica fiscale di un certo tipo per poter dar vita ad un progetto parallelo che porti a vera crescita.
Credo che, comunque, sia indiscutibile il fatto che la cosiddetta “trappola della liquidità” è sempre più regina del mercato e che la deflazione continuerà ad essere un problema SE non cambiano le condizioni di mercato: vedi ad esempio il prezzo del petrolio.
Ma non per tutto questo occorre bocciare “TOUT COURT” l’operato di Mario Draghi. Certo, iperdiscutibile ma di certo lui ha fatto tutto quello che poteva ingegnarsi, e anche molto di più. Ma tutto questo è ZOPPO senza una politica fiscale adeguata, che sarebbe forse più semplice se ci fosse uno stato UNICO ed UNITO. Invece siamo in una ormai inesistente Unione Europea che rende INUTILE questa politica monetaria iperespansiva, se vista ai fini della ripresa economica e dell’inflazione (mentre non si discute che Draghi ha salvato gli Stati periferici e le banche).
Tanti auguri a tutti.
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