Ecco gli effetti “collaterali” della bolla di liquidità
Il Martin Luther King Day non è stato positivo per la borsa italiana. L’assenza di Wall Street ha lasciato i mercati europei ed asiatici senza il loro riferimento principale. Secondo molti sarebbe stata una seduta interlocutoria. Ed invece è stata una giornata molto volatile e negativa. Partita con il piede giusto e con il segno verde, col passare del tempo l’indice FTSEMIB è progressivamente affondato.
E’ ancora una giornata nera sui mercati con il brent ai minimi dal 2003 dopo la fine delle sanzioni all’Iran e Piazza Affari che chiude con perdite del 2,65 che portano l’indice Ftse Mib a 18.686 punti in chiusura. Resta poi l’incognita Cina in attesa domani del dato sul pil. I titoli bancari sono in picchiata a partire da Mps che perde il 14,8 e sul quale arriva anche l’allarme della Consob. (Source)
Giornata campale per le banche e per la borsa in generale. Ma a parte le motivazioni che si possono dare alla correzione, ciò che secondo me bisogna cercare di capire è COSA sta accadendo.
Ancora oggi ho letto un ‘email di un lettore preoccupato che teme un nuovo 2008. Signori, non è il 2008. E’ una crisi “diversa”. Per quanto riguarda l’Italia, è anche difendibile il timore che si può avere per come verrà gestito il calo di redditività (dovuto a tassi risibili) e allo stesso tempo l’aumento delle sofferenze per le banche italiane.
Ma signori, sono cose che abbiamo scoperto ieri? Non mi pare proprio. Forse è meglio essere un pochino più realisti.
Ricordate cosa vi sto dicendo da….mesi, o forse anche di più?
Questa è un mercato in BOLLA. Ma che tipo di bolla è? E’ una bolla da liquidità, quella liquidità che generosamente le banche centrali hanno elargito sui mercati.
Questi sono i famosi effetti collaterali di cui ho tanto parlato. Ma attenzione, la cosa negativa è che non si parla SOLO di una certa asset class, ma di più asset class. Infatti sia le azioni, ma anche (e soprattutto) le obbligazioni (quindi tutto quanto fa parte degli investimenti tradizionali) sono in piena bolla da esagerata liquidità.
Quindi che sta succedendo? I fatti degl ultimi giorni stanno riportando gli asset a delle valutazioni più normali e reali. Ma attenzione, la cosa strana è che questo sell off ce lo ritroviamo con un mercato NON in recessione, almeno per il momento.
Ma dove sta il grande problema? Ve lo sto dicendo da mesi e non voglio essere ripetitivo, ma è giusto, soprattutto per i nuovi, ripeterlo per l’ennesima volta. Fino al 2015, avevamo la percezione di avere una cabina di regia, le banche centrali, che riuscivano attivamente a “dirigere” i mercati e l’economia. Ma dal 2016 questa percezione si è esaurita. Ora le banche centrali assistono e subiscono in modo PASSIVO. E questo preoccupa moltissimo, visto che tutti sono ben coscienti che i mercati sono in bolla e che le quotazioni non sono tecnicamente difendibili.
Tutto il resto quindi è una conseguenza. Aumentano i timori e gli investitori preferiscono uscire, soprattutto DOVE hanno investito utilizzando la leva finanziaria. Ne volete una prova? Prendiamo proprio l’indebitatissima (come debito privato) Cina.
Guardate il confronto tra l’indice di Shanghai e il margin debt cinese.
E’ evidentissimo che il crollo dell’indice cinese, è stato accompagnato dall’altrettanto evidente crollo del margin debt, ovvero il debito utilizzato per investimenti sui mercati finanziari. Ed è ovvio che viene chiuso tutto quello che per sua natura è più volatile, innanzitutto.
Quindi crollo degli emergenti, delle borse, delle valute più deboli e anche delle commodity.
Insomma, i mercati temono che non ci sia più un regista della bolla, ora che la FED si è chiamata fuori.
Ora ciò che occorre innanzitutto è rasserenare i mercati. Ma non sarà così facile convincerli che è tutto sotto controllo. Innanzitutto ci vogliono segnali di rasserenamento per il petrolio: ma con l’Iran nuovo paese produttore sul mercato, non sarà facile convincere i più pessimisti.
Ora a collassare sono sopratutto i mercati azionari, mentre il mercato delle obbligazioni è ancora sufficientemente protetto: ma non potrà essere così per sempre.19
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