Ecofin: soluzioni salva Euro non aleatorie
Peccato solo che è lunedi altrimenti si farebbe l’en plein. Ecofin a Bruxelles. Un Ecofin come tanti altri? Molto probabilmente no. Innanzitutto per la curiosa sequenza di numeri 17. Infatti oggi, lunedì 17, i 17 ministri delle finanze dei paesi facenti parte dell’Euro, si incontreranno alle ore 17. Che sia una strana coincidenza oppure un curioso e voluto giochino superstizioso questo non lo so. Resta però il fatto che l’Ecofin di oggi potrebbe rivelarsi assolutamente determinante per il futuro dell’Euro.
Target numero uno: trovare la soluzione ideale per rattoppare la situazione e per rifare ripartire l’economia salvando il salvabile
Target numero due: inchiodare le speculazione
Target numero tre: trovare delle soluzioni credibili e non il solito fumo che annebbia la vista e che non porta a nulla. Il mercato ha bisogno oggi più che mai di certezze e non di parole.
Target numero quattro: frenare i focolai dell’inflazione. E’ una situazione anomala. Presa nel sul complesso l’Unione Europea si ritrova con un tasso inflattivo in evidente crescita, complice la ripresa soprattutto tedesca e il rally delle commodity, ma non si tratta di una situazione promiscua. In molte aree dell’Unione Europea la stagnazione economica continua a regnare (vedi Italia tanto per non fare nomi) e di inflazione “buona” (ovvero inflazione controllata e generata da una sana crescita economica) proprio non se ne vede ombra.
Aumento dei tassi?
Nel week end ho letto alcuni pareri secondo i quali potrebbero tornare a salire nel breve termine. Trichet quindi si troverebbe “costretto” ad una manovra restrittiva per frenare l’inflazione. Situazione che considero assolutamente difficile. A costo di “manomettere” i dati, la BCE farà il possibile per non alzare i tassi, per lo meno fino al 2012. Altrimenti si otterrebbe un’ulteriore “spaccatura” tra i paesi virtuosi e quelli in difficoltà. Rischio che non si può correre. Infatti se si frena la già bassa crescita economia dei paesi Euro “periferici” e comunque più deboli (quei paesi che hanno dei problemi in ambito debito pubblico/PIL e deficit/PIL) si andrebbe a segare inderogabilmente la possibilità di una ripresa, in quanto il rialzo dei tassi inchioderebbe il rilancio economico ed industriale di questi paesi e quindi, indirettamente, il denominatore dei ratio prima menzionati (PIL) non solo non crescerebbe ma si andrebbe a contribuire ad un incremento del numeratore. Scenario deleterio. Un esempio? Un istituto tedesco ha calcolato che il Portogallo, per onorare il suo debito emesso la tasso del 6% dovrà avere una crescita almeno del 3.3%. Auguri… Intanto posto una tabella sintetica ma molto ricca di dati. Il mercato sta dando fiducia, scendono i CDS, si abbassano i rendimenti. Ma come potete vedere, sia i ratio che i tassi sono ancora fuori i parametri e non sono sostenibili.
Soluzioni: tra tre opzioni un super EFSF è l’unica strada
Morale: si metteranno (se tutto va bene) le basi su una nuova Unione Europea. La soluzione che credo più probabile è quella all’americana. Infatti, testimoni della buona riuscita del TARP Made in USA, Trichet &Co spingeranno per un incremento dimensionale dell’ EFSF, magari con più autonomia e dinamicità, proprio in stile TARP.
Ritengo molto difficile l’accettazione del progetto “E-bonds” (Che punirebbe i paesi più virtuosi a scapito dei più deboli, la Germania e la Francia non lo accetteranno mai) come molto difficile, a partire da oggi, un progetto di ristrutturazione dei bonds.
Certo, molti di voi storceranno il naso. Sottoscritto compreso, in quanto tutto questo, come sempre, rattoppa e non risolve e porterà, comunque nel tempo, ad una ristrutturazione. Vedi il caso Grecia, dove il mercato la sconta già ampiamente. E lo stesso EFSF non può essere considerato la “cura per tutti i mali”. Come dice il sempre ottimo Luigi Zingales, l’EFSF resta una specie di enorme CDO, un fondo veicolo che compra materiale tossico pagandola come merce sana.
L’Europa sta seguendo un percorso simile. Il veicolo Efsf, creato per assistere i paesi in situazioni d'”illiquidità”, è realizzato esattamente come un Cdo. L’Efsf acquista i bond dei paesi che hanno difficoltà nel reperire fondi sui mercati (ad esempio, l’Irlanda) ed emette bond con rating AAA. Com’è possibile tale alchimia? Ancora una volta, la parola magica è overcollateralization: ci si affida a un’ipotesi sulla distribuzione condivisa di possibili risultati e all’inevitabile sigillo di approvazione delle tre maggiori agenzie di rating.
Con il veicolo Efsf, la overcollateralization assume la forma delle garanzie da parte di altri paesi dell’Eurozona. Tra i principali paesi, tuttavia, solo la Francia e la Germania hanno un rating di tipo AAA. Come può un bond, garantito in larga parte da paesi come Italia e Spagna (probabili candidate per una crisi fiscale), fornire un rating AAA ai bond irlandesi? Secondo Standard and Poor’s, ad esempio,«il rating sul veicolo Efsf riflette la nostra visione secondo cui le garanzie dei debiti sovrani con rating AAA e le riserve di liquidità liberamente disponibili investite in titoli con rating AAA copriranno, insieme, tutte le passività dell’Efsf».
Però, diciamo così, oggi bisogna innanzitutto dare credibilità, creare soluzione e soprattutto inibire la speculazione. Il tutto nell’Ecofin dei 17 membri alle 17 del giorno 17. Tanto per far capire che non sarà una questione di fortuna.
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DT
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