ECONOMIA e TASSI: (a summary) dancing on the dark!
So di scrivere dei post a volte un po’ troppo specifici e allora raccolgo la richiesta di alcuni lettori che mi chiedono di elencare in un articolo quelli che sono alcuni punti focali della situazione macro, cercando di spiegare per somme vie cosa è capitato, cosa sta capitando e cosa capiterà. In teoria, ovvio.
Due anni fa, il mondo era in fibrillazione: le banche centrali aumentavano i tassi di interesse e tutti pronosticavano un disastro economico imminente. Crolli dei mercati, recessione globale, un quadro da brividi. E invece, eccoci qui, due anni dopo, con un’economia americana più pimpante che mai. Che diavolo è successo?
Come spesso accade, la realtà è più complessa delle previsioni, anche quelle degli esperti. Ci sono diversi fattori che hanno contribuito a questa inaspettata resilienza.
Primo: i “cuscinetti” economici. La pandemia ha portato a ingenti trasferimenti di denaro alle famiglie americane da parte del governo federale. Questi risparmi “eccessivi” hanno continuato a sostenere i consumi anche dopo la fine dell’emergenza.
Secondo: la liquidità del sistema finanziario. Gran parte del denaro iniettato dalla Federal Reserve nel 2021 e 2022 è tornato indietro, pompando ulteriore liquidità nei mercati.
Terzo: le banche centrali e la loro magia. Le banche centrali, contrariamente al passato, pagano interessi sulle riserve bancarie in eccesso. Questo ha reso le banche meno sensibili agli aumenti dei tassi di interesse e ha addirittura aumentato i loro profitti.
Quarto: i mutui a tasso fisso. La maggior parte dei mutui residenziali negli Stati Uniti ha un tasso fisso. Questo significa che i proprietari di casa sono protetti dagli aumenti dei tassi di interesse, almeno per il momento.
Quinto: la spesa pubblica. Il deficit federale americano è ancora alle stelle, e questo ha dato una spinta significativa alla crescita, all’occupazione e ai profitti aziendali.
Insomma, un mix di fattori ha contribuito a questa inaspettata resistenza dell’economia americana. Ma attenzione: la musica potrebbe cambiare presto. I sostegni monetari e fiscali si stanno esaurendo, la politica monetaria restrittiva sta iniziando a mordere e alcuni settori, come quello immobiliare commerciale, stanno già mostrando segni di sofferenza.
Come diceva Milton Friedman, la politica monetaria ha effetti con ritardi lunghi e variabili. E questi ritardi potrebbero essere ancora più lunghi e variabili oggi, in un mondo complesso e interconnesso.
Quindi, godiamoci questo tango tra l’economia e i tassi di interesse, ma teniamo sempre un occhio attento al futuro. Perché, come dice un saggio economista (o forse un ubriaco al bar), “nell’economia, come nella vita, non c’è mai niente di sicuro…tranne l’incertezza!”
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