Esposizione PIGS: area Euro ed effetto domino sulle banche
Anche se i mercati stanno ignorando in modo un po’ disarmante i reali rischi di default sui governativi europei (in particolar modo dei cosiddetti PIGS anche se al momento la Spagna non presenta reali rischi di ristrutturazione), non possiamo certo negare che guardando i CDS (Credit Default Swap) e gli spread con il benchmark Euro, il Bund, un po’ di dubbi ci vengono per forza.
Sui vari siti e giornali, si discute su quanto potrebbe influire un default tecnico (inteso appunto come ristrutturazione del debito [haircut] con un taglio del nominale, un allungamento della scadenza ed un abbassamento della cedola, in perfetto stile ARGENTINA) sia nei confronti degli altri stati del cosiddetto Club Med (inseriamo anche la Spagna e l’Italia, i cosiddetti PIIGS) senza però dimenticare anche il Belgio e i paesi dell’Est. Questi sono i rischi dell’effetto domino.
Ma soprattutto, ed è proprio questa la chiave del problema, bisogna considerare gli effetti sul sistema bancario.
Il grafico che vi propongo oggi vi aggiorna su una tematica fondamentale, ovvero l’esposizione dei paesi Europei ai cosiddetti PIG: Portogallo + Irlanda + Grecia.
Esposizione Paesi Europa ai PIG
Et voilà. Lo avevamo già visto mesi fa (in un precedente post), ne abbiamo ancora parlato recentemente e lo rivediamo qui. L’esposizione più gravosa è proprio sulla Germania, seguita da Gran Bretagna e Francia. Ma occorre fare delle distinzioni, partendo proprio dalla Germania, il paese che comanda economicamente e politicamente l’Area Euro e che risulta la più “interessata” ad una gestione quanto mai oculata e concreta del rischio default.
Voi magari penserete che le due Big Bank teutoniche (Deutsche Bank e Commerzbank) siano cariche all’inverosimile di governativi PIG. Risposta sbagliata. Le due banche sopra citate detengono “solo” 6 miliardi di Euro di questi bond (su 27 miliardi). E gli altri bond 21 miliardi dove sono? Nelle banche medio piccole, compreso qualche istituto particolare come l’arcinoto Hypo Real Estate.
E parliamo solo di debito sovrano. Se poi prendiamo l’esposizione totale su questi paesi, beh, il grafico è emblematico. Per la sola Germania ci aggiriamo sui 230 miliardi di Euro. Dei quali buona parte proprio negli istituti di credito di dimensioni più ridotte, sui quali necessiterà una forte ricapitalizzazione al fine di essere in linea coi requisiti di Basilea 3. Ed è per questo che mi aspetto, ahimè, qualche ritocchino e qualche agreement al sistema finanziario, con l’autorizzazione a valutazioni a bilancio più accomodanti (beh, tanto ormai i falsi di bilancio sono assolutamente normali, no?)
230 miliardi sono tanti? Sono pochi? Beh, credo che gli effetto sul settore bancario tedesco sarebbero devastanti. Senza dimenticare che questo è solo uno dei problemi del momento. E poi c’è tutto il resto che la crisi ci ha regalato (subprime, delinquency rate, insolvenze, titoli tossici ecc ecc), ci continua a regalare (visto che di derivati ce ne sono più che nel periodo anche Lehman Brothers) e ci continuerà a regalare (visto che la finanza continua ad essere il Far West della non normativa).
PIL dei 10 maggiori stati al mondo
Source: Wikipedia
Ovviamente, quanto detto per la Germania è altrettanto gravoso per stati come Gran Bretagna e Francia, mentre per l’Italia la situazione risulterebbe più tranquillizzante.
Nelle prossime puntate, approfondiremo la tematica del “too big to fail”, con alcune considerazioni che si focalizzeranno sul terreno minato dove, giornalmente, la finanza passeggia serenamente…
STAY TUNED!
DT
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