Eurogruppo: rischio di “nulla di fatto”. Cosa fare per stabilizzare i mercati?

Discussioni su Scudo anti spread e ESM. Ma la chiave resta il ruolo della BCE
Ennesimo appuntamento clou, ennesima tensione che sale sui mercati. O forse è l’ennesima occasione partorita dalla crisi per sfruttare la volatilità.
Avrete probabilmente letto il post sull’HFT dove viene illustrata l’importanza dell’intelligenza artificiale nella finanza odierna.
Ma quanto potrebbe succedere oggi, va ben oltre l’intelligena artificiale. Dopo l’Eurosummit di fine giugno, ecco che si replica con un Eurogruppo composto dai vari ministri delle finanze dei paesi aderenti all’Eurozona.
Semplice formalità? Tutto’altro, anzi: qui occorre mettere nero su bianco quanto deciso nell’ultimo incontro.
Ma in realtà GIA’ sappiamo che non andrà tutto liscio.
Gli appuntamento saranno 2: Eurogruppo, come detto, oggi e poi domani, l’Ecofin. Ma dalla riunione di lunedì si capirà molto se non tutto. La chiave del discorso resterà questo benedetto meccanismo dello scudo anti spread e del ruolo del fondo salva stati e salva banche (ovvero salva tutto), con un obiettivo: stabilizzare i mercati ed abbassare lo spread.
E proprio lo spread BTP Bund negli ultimi giorni è tornato a salire a livelli pericolosi. Il suo target naturale, secondo il sottoscritto, dovrebbe essere (a tendere) pari a 200bp. La strada da fare è ancora lunghissima. E di certo se non ci sarà un intervento dell’Unione Europea, l’Italia NON ce la può fare. Né ora né mai.
ESM: riuscirà a stabilizzare i mercati?
Se sulla tematica dell’Unione Bancaria ci sono ancora molti dettagli che devono essere chiariti (come ad esempio il ruolo della BCE), in ambito ESM tutto è ancora da decidere. A parte gli aut aut olandesi e finlandesi, restano comunque tanti punti da chiarire.
Cominciamo dalle risorse a disposizione. L’Esm dovrebbe disporre di 500 miliardi di euro. Provate a prendere il debito pubblico italoiano (2000 miliardi), quello spagnolo (800 miliardi), già diventa agevole capire che l’ESM NON è sufficiente.
E cosa capiterà se, a seguito di una serie di interventi, l’ESM resterà senza fondi? Il mercato potrebbe finire nelle grinfie della speculazione, che avrebbe gioco facile in quanto non ci sarebbe più nessun meccanismo che vada a difendere il famoso spread.
Senza poi dimenticare che, come detto, l’ESM non si autocostruisce e autoalimenta. Sono gli stessi paesi dell’Eurozona a doverlo finanziare. Compresi quelli più in crisi.
E allora che occorre fare?
La chiave è lei, la BCE
Come ho scritto in passato, la logica porterebbe a dire che solo UNA è la strada che si potrebbe percorrere. Bisogna dare LICENZA BANCARIA all’ESM. Così facendo, in un unico connubbio ESM-BCE, ci saranno risorse a sufficienza per fare tutto quanto necessario.
Ma questo purtroppo non è stato previsto. Perché NON è stato voluto. Perché? Perché i tedeschi sono profondamente contrari e dare delega ad un organismo potenzialmente con risorse illimitate come la BCE potrebbe essere estremamente pericoloso.
Alla fine c’è il concreto rischio che si arrivi ad un nulla di fatto oppure a compromessi che non risolveranno nulla. Tutto questo non solo continuerà a peggiorare le cose, ma farà proprio il gioco della speculazione, in uno stillicidio che purtroppo non sembra mai finire e che ci porterà alla rovina totale, se non si interviene subito in modo concreto, coeso e responsabile.
STAY TUNED!
DT
