Eurozona e Italia: la grande frenata economica

E la crescita economica dell’Eurozona dov’è?
Dopo tanto vociferare e dopo una serie di post sull’argomento in perfetto stile previsonale, COME QUESTO che già anticipava molte cose, anche la Commissione Europea non più tardi di Venerdi non ha potuto negare l’evidenza, e anche lei ha ammesso la verità. Ha infatti pubblicato le previsioni sull’economia dell’Eurozona divisa per singoli paesi, rivedendo inesorabilmente al ribasso le già basse stime della crescita economica in Unione Europea. E probabilmente Mario Draghi, che questi dati probabilmente li aveva già in mano (oppure aveva letto I&M…hahahaha…no dai, non scherziamo….) si è mosso in anticipo tagliando in modo “simbolico” i tassi di interesse.
Quindi calano le stime sulla crescita economica. Si passa dal +1.8% al ben più modesto +0.5% ma attenzione, l’avvertimento che ci viene lanciato è perfettamente in liena con le nostre previsione.
Occhio, signori, non escludiamo che queste stime già riviste al ribasso, non possano essere ulteriormente corrette negativamente. In tal caso non viene escluso il ritorno in recessione. La crescita prevista per il 2012 della Germania è stata rivista
dall’1.9% allo 0.8%, quella della Francia dal 2% allo 0.6% e dell’Olanda dall’1.7% allo 0.5%. Riguardo all’Italia, la revisione è stata molto marcata passando da una crescita prevista per il 2012 dell’1.3% ad un +0.1%.
E’ chiaro che a dare la mazzata finale all’economia dell’Eurozona è proprio la crisi dell’Euro e la crisi italiana. E a proposito dell’Italia, da alcuni conti della stessa UE, risulta infatti che all’Italia ogni aumento di un punto percentuale nei rendimenti dei bond statali italici, costa un punto percentuale di PIL ogni 3 anni. Cavoli, per un paese che non cresce significa attaccare una zavorra al collo al povero naufrago…
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DT
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