FINANZA contro ECONOMIA REALE: si allarga ancora di più il divario
Quando si cerca di distinguere economia reale e finanza, si scatenano sempre un sacco di polemiche proprio perché negli ultimi anni le banche centrali hanno avuto un’influenza decisiva su quello che è stato l’andamento dei mercati. Ricchezza artificiale che si è venuta a generare e che ha condizionato non poco le tendenze di azioni ed obbligazioni, accomunate da un trend unidirezionale.
Specialmente negli USA, il QE ha avuto comunque degli effetti positivi sull’economia, cosa diversa in Europa e non voglio ripetermi su questi discorsi più volte discussi su questo blog. Poi sul mondo della finanza, il QE ha avuto effetti distorsivi. Basta guardare la volatilità…. Buttate un occhio a questo schema e benvenuti nel mondo dell’investimento senza rischio…
il QE e la volatilità
Recentemente però qualcosa sta accadendo. Il divario tra economia reale e finanza si sta allargando. Prendiamo il solito nostro indice CESI (Citigroup Economic Surprise Index) e l’indice SP500. IL divario tra i due si amplia sempre di più : che sia un problema solo del CESI? E allora agganciamoci anche il Bloomberg Economic Surprise Index. Il risultato che ne deriva è persin peggiore…
E’ evidentissimo un violento peggioramento della macroeconomia USA, ma la situazione dello SP500 non è cambiata e resta sempre solidissima.
Per molti questo grafico è l’anticamera del grande capitombolo. Peccato che in molti dimenticano come sia costituito l’indice SP500. La maggior parte di esso è dato da multinazionali che operano non solo negli States ma su scala globale. Tanto per cominciare è evidente un forte miglioramento dello stesso indice CESI in Europa, il che va a compensare la “debacle” USA, miglioramento che nelle ultime settimane si è limato e non di poco. In Europa come in Giappone ed Asia. Quindi il miglioramento delle altre aree non basta a giustificare il divario. Infatti se proprio vogliamo dirla tutta il CESI delle economie sviluppate è comunque peggiorato e non di poco, finendo anche sotto lo zero.

Quindi, non sarà l’anticamera di una debacle, ma di certo uno scostamento così forte non è giustificabile per un lungo periodo. E adesso si avvicina l’estate.
STAY TUNED!


