Banche centrali: la “pazienza” ha un limite
Parte oggi il FOMC dove ci si aspettano modifiche allo “statement” con la rimozione del termine “paziente”. Ma questa pazienza è legata ad un numero. E non solo per la FED. Infatti anche BoJ e BCE sono sullo stesso canale.
IL QE europeo è appena partito, è stato oggetto anche di contestazioni dal parte del sottoscritto sull’efficacia ed effetti sui mercati, ed ecco che ci ritroviamo a parlare di banca centrale USA, ovvero di FED.
Incomincia infatti DOMANI il Meeting FED che durerà due giorni (17-18 marzo) e che dovrebbe porre fine al periodo “paziente” della FED.
Cosa ci possiamo aspettare? Non posso che confermare quanto detto nel Video creato per InvestimentoMigliore: il mercato si aspetta la rimozione della parola “pazienza”, il che libererà teoricamente le mani alla FED per possibili rialzi dei tassi in futuro.
Si parla di settembre. Possibile ma non sicuro. Io credo che sarà l’economia a parlare. Se le cose andranno sempre “alla grande” allora il rialzo diventerà più probabile.
La chiave dovrà essere, secondo me, l’inflazione. Se questo dato sarà sufficientemente e credibilmente proiettato verso area 2% a fine 2016, allora il rialzo si realizzerà. In caso contrario, NULLA vieta un rinvio a data da destinarsi.
I mercati, in tal caso, non potranno che festeggiare, senza poi dimenticare che un rialzo dei tassi avrebbe anche degli effetti sui cambi.
Scontato un Dollaro USA ancora più forte di quanto lo è già adesso.
Quindi, il mercato si aspetta questo tipo di ragionamento: moderato, pacato, possibilista ma NON impegnato e fondamentalmente aperto alle future evoluzioni del mercato.
E per la “pazienza”? Il limite è proprio lui, il tasso inflazione previsto. Il resto sarà da contorno.
Se la FED non si muove, la BoJ invece…
Se quindi la FED resta momentaneamente al palo in attesa di sviluppi, un’altra banca centrale, la BoJ, continua a correre come un treno impazzito sui binari dell’espansione monetaria.
TOKYO, 17 marzo (Reuters) – La Banca del Giappone (BoJ) ha deciso di continuare con il suo aggressivo programma di stimolo all’economia e ha ribadito che una stabile ripresa economica consentirà al Paese di raggiungere l’ambizioso obiettivo di un’inflazione al 2%, senza un ulteriore allentamento monetario.
Il governatore, Haruhiko Kuroda, ha ammesso che il calo del greggio potrebbe portare i prezzi al consumo brevemente nel territorio negativo, ma ha anche insistito sul fatto che la politica della banca centrale è sulla buona strada per mettere fine a quasi 20 anni di deflazione.
Kuroda ha detto che prevede per il 2015 un’inflazione sui prezzi al consumo intorno allo zero.
Leggendo tra le righe risulta evidente che, secondo Kuroda, ci sono elementi importanti di tipo “esogeno” da considerare. In primis il petrolio: quale influenza può continuare ad avere sul tasso inflazione? E quanto può essere importante l’andamento dell’oro nero se paragonato all’inflazione core?
Ma il limite alla “pazienza” accomuna anche la BCE
Anche in questo caso, comunque, come per la FED e la BCE, la “pazienza” ha un obiettivo. si chiama 2%. e lo si vuol raggiungere a tutti i costi.
La crescita nell’Eurozona ha invertito la rotta e il Quantitative easing della Bce contribuirà a far risalire l’inflazione vicino al 2%. Lo ha detto Mario Draghi, sostenendo l’importanza dell’acquisto di titoli di Stato avviato lunedì 9 marzo dall’Eurotower.
«La Bce è in grado di stabilizzare l’inflazione e ce la farà», ha detto il presidente dell’istituto di Francoforte, rilevando anche come la politica espansiva lanciata dalla Bce «rientri nel suo mandato». (Source)
Quindi possiamo dire che la pazienza ha un limite? SI, e si chiama 2%. Ma quanto poi i mercati e l’economia stessa saranno lungimirantei e pazienti?
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