FOMC: volare col condor

di gremlin
22 Giugno 2011 11:15

Oggi alle 18.30 chiusura del FOMC e decisione sui tassi d’interesse USA: non ci sarà nessun aumento e si prevede il mantenimento della formula tranquillizzante e accompagnatoria “low for an extended period”.
Prevista anche una revisione al ribasso delle stime di crescita economica su base annuale e una al rialzo, anche solo frazionale, della disoccupazione.
Quello che non si riesce a prevedere con “probabilità a nostro favore” (nostro = per il parco buoi) è cosa dirà il boss della FED a proposito della monetizzazione (acquisto) dei titoli di Stato fin qui implementata col QE1 e QE2.
L’incertezza sul QE3 o simile ha già prodotto una significativa correzione dell’azionario così come già avvenne in prossimità della fine del QE1 e del QE2.
Ricordo che il semplice annuncio del QE2 preceduto da un rullo di ruomrs imponenti dell’estate scorsa produsse un forte trend ribassista del dollar index conclusosi col Fomc di novembre in cui si annunciò ufficialmente il QE2: dopo una giornata di bear trap si innescò un nuovo trend rialzista.
Ora ci troviamo in una situazione in cui finora sono mancati rumors qualificati per cui il dollar index (e l’eurodollaro) sta disegnando un pattern di lateralizzazione di breve/medio. Molto probabile che le parole di oggi di Bernanke (conferenza stampa alle 20.15) daranno direzionalità di medio periodo. L’asset più sensibile è il valutario seguito dalle commodity e dall’azionario; i bond saranno al traino dell’azionario.
Un eventuale QE3 o simile produrrà vendita di dollari, euforia e quindi propensione al rischio, bond giù e oro che non brillerà molto. In caso contrario chiusura dei carry con riacquisti massicci di dollari e quindi situazione inversa sulle altre asset class. In questo scenario le tensioni in eurozona verranno amplificate.
Va da sè che dalle 20.15 potremmo assistere ai fuochi artificiali (molto artificiali…).

Operativamente
Propongo un posizionamento classico, lo SHORT IRON CONDOR, descritto in tutti i manuali e facilmente recuperabile in internet a cui rimando ogni descrizione e pure il diagramma profitti e perdite; qui mi limito a dire che è una posizione a rischio limitato, non direzionale, che sfrutta anche l’aumento di volatilita (vega positivo), che non margina al variare del prezzo del sottostante e che si può lasciar scadere se uno dei due vertical spread andasse in the money. Lo facciamo su SP500, i prezzi di acquisto in dollari sono una media bid ask di oggi h. 10.30 circa, scadenza luglio:

+ 1 call 1295 a 18,0
+ 1 put 1280 a 20,5
– 1 call 1315 a 9,0
– 1 put 1260 a 14,0
Si pagano 775 $ (perdita massima ottenibile solo se a scadenza il mini s’è fermato fra 1280 e 1295 e se noi siamo rimasti imbambolati)
Massimo guadagno a scadenza di 225 $; possibilità di guadagnare meno ma in fretta se il mini scende sfruttando la volatilità asimmetrica dell’azionario (bisogna chiudere tutto quindi calcolare anche le commissioni).
Se il mercato prendesse una direzione forte (guardare in primis il dollar index) aggiungere uno short otm a piacere nel lato “giusto”. Il max profitto di 225 $ (probabile) rispetto al costo (certo) di 775 $ della posizione non mi entusiasma per cui lo short aggiuntivo ce lo metto sicuramente.
Se invece ci trovassimo nello scenario peggiore possibile, cioè prezzi fermi (probabilità molto bassa da qui al 15 luglio giorno di scadenza), innanzitutto la posizione non va mai smontata e poi occorre decidere: accettare la probabile perdita di 775 $ o aggiungere short otm su entrambi i lati?
Vediamo intanto come butta Shalom the King of the FED e poi se ne riparla…

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